Versione in modalità testo del sito:  {Associazione Difesa Lavoratori Invisibili} 

 


Sommario del sito:

Articoli

Le brevi notizie

Articoli recenti

Rubrica : {Scuola}

SCUOLA: COMUNICAZIONE/APPELLO

DOVE SOGNANO LE FORMICHE VERDI

martedì 27 luglio 2010 di zambeppi

Possiamo ancora scombinare il puzzle che ci viene costruito attorno, possiamo costruire un immaginario diverso, dove la scuola - la trasmissione delle conoscenze - divenga il BENE COMUNE per eccellenza attraverso cui realizzare forme societarie diverse e migliori? Pensiamo di si.

DOVE SOGNANO LE FORMICHE VERDI

ci@o a tutt*

Sono anni che lavoriamo, lottiamo, sogniamo di trasformare la scuola e la società in cui viviamo: ci sembra di averle provate tutte o quasi, ma, di fatto, abbiamo la sensazione di stringere nella mano un pugno di sabbia asciutta.

Possiamo ancora scombinare il puzzle che ci viene costruito attorno, possiamo costruire un immaginario diverso, dove la scuola - la trasmissione delle conoscenze - divenga il BENE COMUNE per eccellenza attraverso cui realizzare forme societarie diverse e migliori? Pensiamo di si.

Mille rivoli segnano i tragitti delle esperienze di resistenza, di sperimentazione, di innovazione e di trasformazione, troppo spesso essicati per l’incapacità, l’impossibilità, la miopia di trovare un alveo comune in cui diventare una forza potente e dirompente. Anche negli ultimi mesi si sono intraviste enormi potenzialità latenti, pensiamo allo sciopero degli scrutini, alle lotte pur disperate dei precari, alla illegittimità manifesta con cui il MIUR ha fatto passare le sue riforme, al ribollire di diversificate forme di protesta nelle università, esperienze che varrebbe la pena si confrontassero per trovare una convergenza che trasformi il pensiero critico in una nuova pratica costituente ...

Ovviamente per provare a progettare un futuro possibile molto altro potrebbe essere enunciato al fine di sollecitare l’interesse, la motivazione dei soggetti individuali e collettivi che su queste tematiche si sono spesi, oggi, ieri e nel passato, ma ora crediamo sia prematuro e presuntuoso.

Una opportunità ci viene data dal FORUM PER IL DIRITTO ALLO STUDIO che ogni 2 anni viene tenuto presso una città [ateneo] europea: quest’anno Padova, dal 30 settembre al 3 ottobre, lo ospiterà.

Dal programma dell’evento - vedere il sito in calce - se ne deduce che sarà una parata istituzionale, un luogo per parlarsi adosso tra esperti, dei divertissement: il tutto sembra assai pretenzioso ma ghiotto al tempo stesso.

Perchè non provare a ribaltare questo evento, trasformandolo in un OCCASIONE per confrontarci, discutere progettare il NOSTRO FUTURO nella società della conoscenza, dove la trasmissione dei saperi può essere il motore del cambiamento, della trasformazione sociale?

Potremmo ipotizzare delle piazze tematiche, dei seminari, dei concerti, delle assemblee, delle manifestazioni per la scuola BENE COMUNE, di tutti e per tutti, e contro la destrutturazione e distruzione della scuola pubblica e del diritto allo studio.

Naturalmente non pensiamo e non vogliamo farlo da soli, CESP e COBAS della scuola di Padova e del Veneto, Comitati per la Buona Scuola del Veneto, assieme a quello che si muove dentro le università della regione, ma, ci piacerebbe, diventasse il luogo per dei possibili STATI GENERALI di tutti coloro che sono interessati al mondo della scuola , nell’accezione generale del termine.

Questa comunicazione vuole sondare le disponibilità ad avviare quel work in progress che ci possa portare ad affrontare i COMUNI PERCORSI; oltretutto il periodo si sposa perfettamente con le indicazioni arrivate dal forum europeo di Istanbul e fatte proprie dall’Assemblea Nazionale delle Scuole riunitasi il 4 luglio a Parma.

Attendiamo fiduciosi, pensando che se si deve cominciare a trovare un alveo condiviso di lavoro, questa sia un’occasione da non perdere.

Carlo Salmaso e Beppi Zambon

per il CESP, i Cobas della Scuola, il Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova

per contatti: info@cesp-pd.it perunaretediscuole@katamail.com

sito del forum: http://www.yucforum.eu/esu/node/36

Padova, 25 luglio 2010

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {Cooperative}

COMUNICATO ADL COBAS/USB

SEI DEI COBAS.
NON MERITI NESSUNA SOLIDARIETA’

Il titolo di questo volantino riassume il senso di quanto risposto da rappresentanti sindacali della Cartiera (RSU) alla richiesta di solidarietà ad un lavoratore della cooperativa ESSEGI

venerdì 23 luglio 2010 di adlinvisibili

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {Cooperative}

COMUNICATO ADL COBAS/USB TREVISO

PROVOCAZIONE DELLA FILT-CGIL CHE FA ANNULLARE UN’ASSEMBLEA GIA’ AUTORIZZATA

DEMOCRAZIA DIGNITA’ E DIRITTI SOCIALI E SINDACALI

martedì 20 luglio 2010 di adlinvisibili

Lunedì 19 LUGLIO si è svolta l’assemblea dei lavoratori della Coop.JOLA in servizio presso la Bartolini di Casale sul Sile (Treviso), indetta dal sindacato di base ADL COBAS/USB.
Nonostante fosse stata previamente autorizzata sia dalla Coop. Jola che da Bartolini spa, l’assemblea si è dovuta svolgere nel piazzale antistante il cantiere dopo che la FILT-CGIL di Treviso è intervenuta con l’Azienda per far annullare l’autorizzazione e cercare di impedire la libera scelta sindacale dei lavoratori.

All’assemblea hanno preso parte oltre 40 lavoratori che hanno concordato sulle seguenti decisioni:

Innanzitutto si respinge il tentativo di FILT-CGIL di gestire in modo antidemocratico ed autoritario le relazioni sindacali, ribadendo il diritto dei lavoratori a decidere della propria rappresentanza sindacale;
i lavoratori pertanto chiedono che la Cooperativa JOLA provveda a firmare un accordo con l’ADL Cobas per il riconoscimento dei diritti sindacali per non essere ostaggio di OO.SS. di scarsa rappresentatività tra i lavoratori ma sempre ossequiose con la Direzione.

Si ribadisce inoltre di non accettare che la stessa O.S. FILT-CGIL firmi accordi senza consultare i lavoratori, come nel caso del recente accordo riguardo a regolamentazione degli scioperi e pagamento della Tredicesima. Su questo punto l’accordo firmato contraddice una precedente votazione dei lavoratori che avevano chiesto il suo pagamento a Dicembre e non rateizzato.
In ogni caso i lavoratori pretendono che le somme accantonate (gennaio/maggio) siano pagate in una sola tranche, senza ulteriori rateizzazioni.

Per tutti questi motivi si richiede inoltre che il nuovo responsabile della Coop. JOLA venga al più presto ad incontrare tutti i lavoratori in assemblea per illustrare le politiche dell’azienda in tema di organizzazione del lavoro, dei pagamenti e delle relazioni sindacali e per sentire la voce dei lavoratori stessi.

Treviso, 20 Luglio 2010
Associazione Difesa Lavoratori COBAS
Vicolo Marco Polo 6 - Treviso
Tel e Fax 0422 403535

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {Scuola}

COMUNICATO SINDACALE COBAS SCUOLA

mobilità e cattedre extra large

un piccolo importante risultato

domenica 18 luglio 2010 di zambeppi

Comunicato sindacale

Negli ultimi venti giorni come Cobas della Scuola di Padova e provincia abbiamo inviato due diffide all’Ufficio Scolastico Provinciale in relazione:

1) al procedere senza aver osservato le procedure regolamentari vigenti e senza aver tenuto in debito conto l’Ordinanza 01023/2010 della Sezione Terza Bis del TAR del Lazio che stabilisce la sospensiva dell’efficacia dei provvedimenti ministeriali di tagli dei posti, riduzioni degli organici e relative operazioni per l’a.s. 2010/2011 (diffida del 28 giugno 2010);

2) al procedere all’individuazione di cattedre oltre le 18 ore di insegnamento obbligatorie nella scuola secondaria con richiesta che tutte le cattedre composte illegittimamente con oltre 18 ore siano ricondotte nell’ambito dell’orario di servizio obbligatorio (diffida del 10 luglio 2010).

Durante la settimana in corso la dr.ssa Bigardi, responsabile dell’USP di Padova, ha ricevuto i dirigenti scolastici delle scuole secondarie della provincia. Da indiscrezioni segnalateci da più di uno di loro, nelle riunioni è stato riferito che:

• allo stato attuale delle cose l’USP ha sospeso tutte le operazioni relative all’organico di diritto e le riaprirà solamente, dopo il 19 di luglio, previa apposita comunicazione del MIUR, sentiti gli esiti relativi alla seduta del TAR fissata per tale data che deve esprimersi sulla sospensiva dei provvedimenti ministeriali;

• tutte le cattedre formate con più di 18 ore saranno ricondotte entro l’ambito contrattualmente fissato con le operazioni legate all’organico di fatto, con restituzione delle eventuali cattedre legate a situazioni di sovrannumerarietà derivanti dall’aver operato in modo difforme da quanto la normativa vigente prevede.

Ci riteniamo soddisfatti dei risultati raggiunti, che premiano il lavoro svolto dalla nostra Organizzazione Sindacale a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e che dimostrano, ancora una volta se fosse necessario, che non ci si deve mai arrendere. Lo diciamo, anche e soprattutto, alle altre OO.SS. che, pur da noi sollecitate, non hanno voluto seguirci nella battaglia intrapresa.

Pensiamo non ci debbano essere margini per trattare con chi sta affossando la scuola pubblica italiana: i diritti dei lavoratori e dei cittadini si difendono lottando!

Per comunicazioni ed informazioni Carlo Salmaso perunaretediscuole@katamail.com

Padova, 16 luglio 2010

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {Cooperative}

COMUNICATO ADL COBAS - USB

LICENZIATO PER RAPPRESAGLIA DALLA COOPERATIVA ESSEGI.

SI TRATTA DI UN SISTEMA CRIMINALE USATO ORMAI DA TUTTI, ENTI PRIVATI E PUBBLICI CHE USUFRUISCONO DI UNA MANODOPERA SOGGETTA AI PEGGIORI RICATTI E AI PEGGIO SOPRUSI.

lunedì 5 luglio 2010 di adlinvisibili

In data 30 giugno è arrivata ad un lavoratore della cooperativa ESSEGI, che da anni è al servizio di questa cooperativa, un provvedimento di licenziamento perchè ha osato ribellarsi ad una situazione che vede il socio lavoratore sottoposto a privazioni di diritti di tutti i tipi. Ciò avviene solo perchè , per lavorare, si è costretti di ac-cettare di diventare soci di cooperative.

SI TRATTA DI UN SISTEMA CRIMINALE USATO ORMAI DA TUTTI, ENTI PRIVATI E PUBBLICI CHE USUFRUISCONO DI UNA MANODOPERA SOGGETTA AI PEGGIORI RICATTI E AI PEGGIO SOPRUSI.

In questo caso, è successo che la cooperativa, dichiarando strumentalmente lo stato di crisi, (ma in cartiera non c’è alcuna crisi, così come in altri cantieri dove opera la cooperativa) ha trovato il modo di estorcere ai lavoratori quasi 300 € al mese, portando inoltre la quota sociale da 25 € a 2000 €. Da gennaio questi lavoratori non percepiscono più la 14°, le festività, non è stato applicato l’aumento degli istituti contrattuali oltre a dover sottoscrivere una quota sociale di 2000 €.
Oltretutto, attualmente la cooperativa ha avviato la procedura per ottenere la CIGS in deroga, grazie ad un accordo con la CGIL nel quale non è specificato neppure dove vi sia stata contrazione delle commesse, grazie alla quale in tutti i cantieri vengono lasciate a casa persone, garantendo la stessa operatività con meno personale, facendo fare addirittura straordinari a chi lavora e facendo pagare all’INPS ore che avrebbero dovuto essere lavorate.
Contro tutto questo il lavoratore licenziato ha cercato giustamente, assieme ai suoi compagni della Cartiera e di altri cantieri, di opporsi per cercare di far cessare questa vera e propria rapina messa in atto nei loro confronti; inoltre, cosa ancor più grave, ha avviato una vertenza per vedere riconosciute le retribuzioni spettanti per il rapporto di lavoro avuto con la cooperativa dal 2001.
Questo il motivo vero del licenziamento. Le motivazioni fittizie fornite dalla cooperativa sono che il lavoratore è andato a parlare con un cliente per raccogliere una testimonianza sulla mansione da lui svolta in quel magazzino e averlo informato di avere in corso una vertenza per recuperare quanto dovuto, per avere avuto un alterco con un collega e per avere levato un foglio della cooperativa dalla bacheca. Al di là dell’inconsistenza delle accuse e della illegittimità del licenziamento che ovviamente abbiamo già impugnato, resta la gravità della rappresaglia messa in atto rispetto alla quale non possiamo attendere i tempi del tribunale, ma dobbiamo metter in atto una iniziativa di lotta per far rientrare immediatamente il lavoratore licenziato. Per questo, come lavoratori della coop. Essegi che operano all’interno della cartiera, vogliamo intraprendere una azione di lotta e chiediamo alla RSU della Cartiera e a tutti i lavoratori di supportare la lotta dei soci-lavoratori per fermare questo ignobile atto di rappresaglia. Non è possibile tollerare che all’interno del proprio posto di lavoro esistano dei lavoratori di serie C che possono subire ogni tipo di ingiustizia.

AGIREMO IN TUTTI I MODI POSSIBILI, LEGALMENTE E SINDACALMENTE PER IMPEDIRE CHE UNA PROVOCAZIONE DI QUESTO TIPO POSSA AVERE SUCCESSO.

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {Scuola}

SCUOLA

UNA STAGIONE CALDA PER LA SCUOLA

dal tritacarne mediatico alla riscoperta del piacere di lottare

sabato 3 luglio 2010 di zambeppi

Erano più di 10 anni che la conclusione dell’anno scolastico non vedeva delle iniziative di agitazione e lotta di un certo rilievo, anche questa volta per poterlo fare abbiamo rispolverato il blocco degli scrutini quale strumento per attirare l’attenzione sul mondo dell’educazione, istruzione e formazione.

UNA STAGIONE CALDA PER LA SCUOLA. Dal tritacarne mediatico alla riscoperta del piacere del lottare.

Erano più di 10 anni che la conclusione dell’anno scolastico non vedeva delle iniziative di agitazione e lotta di un certo rilievo, anche questa volta per poterlo fare abbiamo rispolverato il blocco degli scrutini quale strumento per attirare l’attenzione sul mondo dell’educazione, istruzione e formazione. Il blocco degli scrutini è stato uno strumento di lotta che il movimento degli insegnanti ha utilizzato dalla fine degli anni 70 a quella degli anni 90, sempre osteggiato dai sindacati confederali, ma che li ha - spesso - travolti, riuscendo a concretizzare gli obiettivi più sostanziosi che stavano nel piatto in quelle determinate fasi: stabilizzazione dei precari, certezza nel reclutamento, gli unici sostanziosi aumenti salariali; su queste conquiste sono nati e cresciuti i sindacati di base, in particolare Gilda e ì Cobas della scuola. Poi è venuta la L.146/90, che ha regolamentato gli scioperi nel Pubblico Impiego e nei Servizi - detta legge anti cobas anche perchè fortemente voluta dai sindacati ufficiali che vedevano erosa la loro credibilità dall’interno dei settori - e, di fatto, le lotte autonome e di base si trovarono con le armi spuntate. Oggi dopo una discussione che è durata anni e che ha attraversato tutto il sindacalismo di base della scuola, trovando resistenze anche inaspettate - ricordiamoci che alla forma sindacato è connaturata la mediazione sociale - questa forma di lotta, sollecitata e sospinta dall’area cobas scuola e coordinamento precari del veneto ha trovato una sua rinnovata applicazione, grazie ai Cobas della Scuola che ne hanno assunto il significato, il carico e gestito la fase di indizione e preparatoria, nell’unica forma possibile - rispettando le norme vigenti - di soli 2 giorni articolati regionalmente: il risultato è stato clamoroso, aldilà delle aspettative, un vero e proprio successo dell’iniziativa sia per la diffusione che ha avuto sia per le forme che ha assunto. Uno sciopero che ci ha permesso di richiamare l’attenzione sociale e collettiva - è stato presente sui media locali e nazionali per oltre 10 giorni - sulla smantellamento della funzione pubblica della scuola, in atto da almeno 10 anni, che ci ha permesso di rilanciare il concetto di Scuola Bene Comune e sul fatto contingente - la manovra finanziaria - che ci penalizza con un taglieggiamento medio annuo di 1.600 € ma che arriva alla bella somma complessiva di 30.000 € per gli insegnanti a fine carriera. Le riviste del settore - vedi Tuttoscuola e La Tecnica della Scuola - confermano i dati diffusi dai Cobas della Scuola che riferiscono di almeno 25.000 classi non scrutinate nei giorni dello sciopero, ma, quello che più importa, dal nostro punto di vista, è la formazione in migliaia di Istituti delle casse di mutuo soccorso o di resistenza, che hanno coinvolto sicuramente oltre 100.00 lavoratori della scuola, permettendo si di sostenere economicamente gli scioperanti ma dimostrando anche fattivamente una larga disponibilità all’iniziativa, quando questa assume una dimensione concreta ed efficace, almeno sul piano simbolico, abbandonando la stantia ritualità di uno sciopero settoriale o generale dietro l’altro. Va aggiunta un’ulteriore considerazione sul piano della prospettiva di lotta contro la destrutturazione della scuola pubblica e del forsennato attacco alla qualità della vita: per la prima volta - dopo troppi anni - si vede la disponibilità collettiva a riformare comitati di agitazione e lotta nelle singole scuole, aldilà e oltre le sigle sindacali, lavoratori della scuola che rendono disponibili a lavorare in rete, per ottenere informazioni e non perdere i contatti in un lavoro - da sempre nella scuola ma oggi ancor di più - flessibile, mobile e precario. Lo sciopero con il blocco degli scrutini è stato anche un atto d’orgoglio professionale: il canto del cigno di una funzione/mestiere - quella dell’insegnante - tecnologicamente obsoleta? Può essere certo, come si può negare che la rivoluzione informatica e comunicativa non stravolga una professione che ha il suo senso nella comunicazione e nella trasmissione di informazioni e valori socialmente acquisiti in forma dominante o critica. Difficile e fuori tempo massimo è l’abbarbicarsi sull’insostituibile bisogno/necessità della figura dell’insegnante specificatamente qualificato, anche qui stiamo per diventare tutti jolly, insegnanti buoni per un’ampia fascia di materie, pronti a coprire un buco nella catena dell’educazione/formazione e soggetti ad essere sostituiti alla bisogna. Quei sindacati - pensiamo alla Gilda - che 15 anni fa ne hanno fatto la loro bandiera, ci devono seriamente ripensare altrimenti continueranno ad essere sempre più fuori dal tempo e dallo spazio reale. Si registra un male di vivere nella scuola, uno spaesamento soggettivo che si prova quotidianamente, che rende difficoltosi i rapporti, la comunicazione, la lotta anche per la difesa del proprio status sociale, tanto che il tritacarne mediatico ci ha ridotto a fannulloni o a reduci del generazione 68/77. Un atto d’orgoglio, quindi o un possibile salto di qualità nel prendersi in mano il proprio destino e ruolo sociale? Lo potremo vedere già da settembre, qui nel Veneto ci abbiamo creduto da sempre e i risultati sono andati oltre le aspettative sopratutto nel ritrovato senso di solidarietà, di trasversalità e di condivisione, tra il personale, gli studenti, con gli spaesati genitori sulle cui spalle graveranno tutti gli oneri economici della ristrutturazione del sistema scolastico e che determinerà la qualità dell’insegnamento a cui ciascuno potrà avere accesso. E’ stato una esperienza complicata, complessa, un work in progress, un arricchimento soggettivo ed un riconoscimento sociale diffuso che rimane nel nostro bagaglio e ci permetterà di la nuova stagione con una grinta che ci eravamo scordati da tempo. Si può profilare una nuova stagione di protagonismo sociale nella scuola a partire proprio dalle esigenze, necessità, istanze, deficienze oggettive dei singoli Istituti e territori. Certo non un processo automatico e lineare ma piuttosto caotico e diffuso a macchia di leopardo nei territori, situazione che viene determinata dalle forme della mediazione politica e sociale ormai assai differenziata, dalla presenza di una soggettività che si sappia muovere in sintonia con la contraddittorietà di questa fase politica e sindacale caratterizzata da un diffuso disorientamento che consegue al venir meno della dialettica politica tra le nostre esigenze di rinnovamento e avanzamento sociale e la gestione politica della Cosa Pubblica nell’epoca del dominio della Tecnica di Governo e dell’imposizione dei parametri di compatibilità economica della Globalizzazione, che hanno spazzato le presunte diversità tra una gestione della Politica di Governo di destra o di sinistra. Dentro una fase politica, sociale e sindacale così complessa, frammentata, dislocata su vari piani, spesso senza comunicazione tra loro, si è data una positiva novità: la composizione in un nuovo un soggetto sindacale - l’USB - Unione Sindacale di Base - che racchiude diverse esperienze sindacali di base e territoriali anche molto distanti tra loro come origine, accomunate proprio dalla lettura delle necessità che la fase impone, per dare una risposta alle spinte che vengono dalla società: costruire la forma sindacale che serve che più è utile alle nuove forme della conflittualità. Questi presupposti - aldilà da ogni ipoteca sul futuro - ci sembrano interessanti ed importanti, una vera novità nel panorama un po’ stantio del sindacalismo di base, a cui è utile prestare attenzione e che ci auguriamo siano in grado di rompere gli steccati entro cui spesso ci muoviamo e di levare i paraocchi con cui spesso ci guardiamo attorno.

Cobas scuola di Padova

Giugno 2010

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {A.D.L.}

COMUNICATO ADL COBAS - USB

Padova - Adl-Cobas sulla vertenza di Pomigliano

siamo pronti a sostenere la battaglia per respingere questo insostenibile ricatto.

giovedì 17 giugno 2010 di adlinvisibili

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {Pubblico Impiego}

Lunedì 14 giugno sciopero generale del Pubblico Impiego

indetto da USB e Cobas con manifestazioni nazionali a Napoli, Roma e Milano.

giovedì 10 giugno 2010 di adlinvisibili

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {A.D.L.}

DOCUMENTI

Due schede sulla manovra riguardanti il pubblico impiego e le pensioni.

un primo strumento per comprendere la manovra economica del governo 2011-2012 decreto Legge 78/2010

martedì 8 giugno 2010 di adlinvisibili

Contenimento spese in materia d Pubblico Impiego - 237.6 Kb
Contenimento spese in materia d Pubblico Impiego
Manovra economica del governo 2011-2012 - 130.8 Kb
Manovra economica del governo 2011-2012
Decreto Legge 78/2010

{Consulta} l'articolo.


Rubrica : {A.D.L.}

ALCUNE RIFLESSIONI SUL PROGETTO REVAMPING DELL’ITALCEMENTI.

martedì 8 giugno 2010 di adlinvisibili

Scrivo queste note sia come esponente del sindacalismo di base (ADl-Cobas - USB) che è presente in molte situazioni critiche della bassa padovana, sia come ex residente di Monselice che ha partecipato, a partire dalla fine degli anni 60, a molte battaglie per rendere migliore questo territorio.

Vorrei prima di tutto fare una premessa. Vent’anni fa nasceva il Parco dei Colli Euganei. Quando è stato istituito, voleva rappresentare un luogo dove sperimentare una modalità di sviluppo economico e sociale "alternativa" che, partendo dal rispetto dei luoghi, desse un significato nuovo allo sviluppo delle comunità euganee. Era evidente e lo è ancora di più oggi, che la presenza dei tre cementifici nel raggio di 10 chilometri, rappresentasse e rappresenta un corpo estraneo ad un progetto che doveva individuare ben altre direttrici di sviluppo. Ma il progetto del Parco è rimasto un progetto incompiuto, in particolar modo perché sono rimasti i tre cementifici che continuano a deturpare e ammorbare l’ambiente. E’ evidente che in una situazione di questo tipo, pensare ad uno sviluppo diverso è molto difficile. Solo per pensare ad una delle possibili alternative a questo modello di sviluppo, è scontato che il turista che passa per Monselice, sia che arrivi da sud o da nord e vede la bellezza della Rocca restaurata, da un lato, ma dall’altro vede due impianti mostruosi per la produzione di cemento, possa pensare di fermarsi per trascorrere qualche giorno di relax. E allora le cose sono due: o si pensa che la scelta del Parco dei Colli Euganei fosse una semplice boutade e che la chiusura delle cave fosse solo merce di scambio con gli albergatori di Abano e Montegrotto, oppure si pensava che quella scelta rappresentasse una effettiva inversione di tendenza che doveva comunque mettere in conto la chiusura dei cementifici. I sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, unitamente alle RSU, hanno espresso il loro fermo convincimento che si debba realizzare il progetto “revamping”. Non dicono però che questa scelta implica necessariamente l’affossamento definitivo del progetto del Parco Colli e che l’unico sviluppo possibile per questo territorio, almeno per i prossimi 30 anni, sarà basato sulla centralità della produzione di cemento. Sarebbe questa una strategia che guarda al futuro, in tempi nei quali è sempre più evidente che, o si progetta uno sviluppo ecosostenibile - che prevede ovviamente sempre meno l’impiego di cemento - oppure, anche dal punto di vista economico non c’è futuro. E’ veramente incredibile che all’interno dei sindacati confederali vi sia ancora una mentalità interamente subalterna ai grossi centri di potere e a logiche produttivistiche che hanno portato alla devastazione dell’ambiente e a danni incalcolabili all’ambiente e alla salute dei cittadini. Vedi solo l’ostinata difesa da parte dei sindacati confederali del polo chimico di Porto Marghera, nonostante le migliaia di omicidi bianchi perpetrati in nome dello sviluppo.

C’è chi vuole far credere che essere contro il “revamping” significhi essere contro gli operai che lavorano nei cementifici. E’ invece esattamente l’opposto! Contrastare il progetto dell’Italcementi e dei Pesenti significa mettersi nell’ottica di costruire un nuovo futuro , non più vincolati dall’obbligo di accettare la presenza, per chissà quante altre generazioni, dei cementifici. Il problema allora è quello di andare fino in fondo sulla scelta del Piano Ambientale dei Colli Euganei approvato dall’Ente Parco, che dichiara incompatibile la presenza delle cementerie nell’area del Parco. E quindi, stabilire dei tempi per la loro chiusura, aprendo una gara di idee per arrivare ad una trasformazione del territorio che, salvaguardando reddito e lavoro, ponga le basi di una nuova epoca storica di sviluppo eco-compatibile. E’ il momento di scelte coraggiose, ma anche di buon senso, perché gli argomenti che ci devono portare ad opporci al progetto “revamping” non sono solo di natura strategica, di concezioni diametralmente opposte di sviluppo, che, di per sé dovrebbero essere sufficienti, ma attengono anche al fatto che, da persone semplici, non ci possono convincere alcuni argomenti dell’Italcementi. Ad esempio: sembra che l’unico scopo di un investimento di 160 milioni di € sia quello di abbattere le emissioni nocive del 50%, dei costi dovuto al risparmio del consumo energetico - che, da solo, dovrebbe garantire l’ammortamento in dieci anni dell’investimento effettuato - con una produzione di cemento che rimarrà invariata. Si danno numeri, cifre, difficilmente verificabili, ma si può non essere diffidenti su quello che viene dichiarato? Sappiamo da sempre, che a ricatto segue ricatto e sempre in nome della difesa dei posti di lavoro. Come è stato detto da più parti, se verrà posta la necessità di bruciare CDR perchè diversamente l’impianto non sarà in grado di sopportare l’aumento dei costi, si sarà sottoposti ad un ennesimo ricatto occupazionale e avanti di questo passo.

Inoltre, non si dice che Italcementi, come combustibile per il nuovo forno, prevede l’utilizzo di almeno 100.000 tonnellate annue di Pet-coke, conosciuto anche come "feccia del petrolio". Perché non dire che data la sua composizione, l’Osha, ente statunitense per la sicurezza sul lavoro, ha fissato un limite di esposizione che non va mai superato in quanto è alta la probabilità che causi danni permanenti o la morte? Perché non sottolineare che l’uso del Pet-coke come combustibile nella raffineria di Gela, ha suscitato interrogativi sulla possibile correlazione con le malformazioni e i numerosissimi tumori nella popolazione locale? Difendere i lavoratori, non sempre coincide con la difesa di "quel" posto di lavoro, ma passa anche attraverso la ricerca di alternative occupazionali più salubri per la popolazione e per gli stessi addetti, che non dimentichiamolo, in questi anni hanno pagato un prezzo altissimo in termini di salute.

Ai confederali purtroppo, questo coraggio manca da sempre

Per ADL-Cobas USB Gianni Boetto

{Consulta} l'articolo.


Le notizie brevi piu' recenti

Rubrica : {Documenti}

NOTIZIARIO RdB - Rappresentanze Sindacali Di Base della Sanità di Padova # 12 (Maggio - Giugno 2010)

venerdì 28 maggio 2010

Il NOTIZIARIO RdB - Rappresentanze Sindacali Di Base della Sanità di Padova numero 12 MAGGIO - GIUGNO 2010. Per leggere o scaricare il notiziario clicca qui.

{Consulta} la breve.


Rubrica : {Documenti}

NOTIZIARIO RdB AGENZIE FISCALI di PADOVA e ROVIGO - "FINANZE IN MOVIMENTO" N° 1

martedì 8 dicembre 2009

Il NOTIZIARIO RdB AGENZIE FISCALI di PADOVA e ROVIGO - "FINANZE IN MOVIMENTO" N° 1 DICEMBRE 2009. Per leggere o scaricare il notiziario clicca qui.

{Consulta} la breve.


Rubrica : {Documenti}

Notiziario Sanità dell’Associazione Difesa Lavoratori di Padova # 11 (marzo 20098)

giovedì 5 marzo 2009

Il Notiziario Sanità dell’ADL di Padova numero 11 Marzo 2009. Per leggere o scaricare il notiziario clicca qui.

{Consulta} la breve.


Rubrica : {Documenti}

Il Notiziario RdB Pubblico Impiego gennaio 2009

venerdì 6 febbraio 2009

Per leggere o scaricare il notiziario RdB Pubblico Impiego gennaio 2009 clicca qui.

In allegato l’inserto che puoi scaricare qui

{Consulta} la breve.


Rubrica : {Documenti}

Notiziario Sanità dell’Associazione Difesa Lavoratori di Padova # 10 (dicembre 08)

giovedì 11 dicembre 2008

Il Notiziario Sanità dell’ADL di Padova numero 10 Dicembre 2008. Per leggere o scaricare il notiziario clicca qui.

{Consulta} la breve.



Ricerca sul sito :

{Sito realizzato con SPIP}

{ASSOCIAZIONE DIFESA LAVORATORI INVISIBILI}

{Mappa del sito}