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Rubrica : {A.D.L.}

DDL COLLEGATO LAVORO

PRIME CONSIDERAZIONI SUL DISEGNO DI LEGGE 1167 APPROVATO DAL SENATO E IN ATTESA DI FIRMA DEL CAPO DELLO STATO

mercoledì 10 marzo 2010 di adlinvisibili

Per la rubrica speciale dedicata al DDL Collegato Lavoro clicca qui

Tutta la legislazione sul lavoro che si è sviluppata fin dall’inizio del secolo scorso, e persino durante il fascismo, si è mossa dall’ovvia considerazione dello squilibrio di potere contrattuale esistente tra lavoratore e datore di lavoro.

Per tentare di bilanciare questo potere contrattuale e sottrarre il lavoratore dal rischio di dover subire clausole contrattuali inique e certamente da lui non liberamente volute, la legislazione del lavoro si è dunque sviluppata su due fondamentali pilastri.

Il primo, di ordine sostanziale, riguarda la individuazione di una serie di diritti fondamentali individuati a favore del lavoratore come “indisponibili” che venivano imposti alla parte più forte, ossia al datore, rendendo nullo ogni eventuale patto contrario (si tratta dei diritti al riposo, alle ferie, alla irriducibilità della retribuzione, alla contribuzione previdenziale, al mantenimento del professionalità raggiunta, all’attività sindacale, alla tutela della maternità, etc.,etc.).

Il secondo pilastro di ordine procedurale, consiste nella effettiva esigibilità di questi diritti, e nel nostro ordinamento esso è stato perfezionato con l’individuazione, a partire dal 1973, di un rito giudiziario particolare, più celere e snello, privo sostanzialmente di costi per il lavoratore (poiché - oltre ad essere esente da bolli e tasse - anche in caso di sconfitta del lavoratore le spese legali venivano , per prassi , normalmente compensate) il cui accesso non poteva in alcun modo esser pregiudicato da eventuali clausole che prevedessero il ricorso all’arbitrato.

Già da anni i governi (dei diversi schieramenti politici) avevano iniziato ad erodere diritti da sempre ritenuti indisponibili, prima invocando la necessità di battere l’inflazione e poi la necessità di maggior flessibilità del lavoro, cominciando ad affermare tra l’altro una inesistente libertà di contrattazione del dipendente e una sua sostanziale “parità” col datore di lavoro che hanno trovato la loro enfatizzazione nella c.d. legge Biagi (si pensi solo alla sostanziale liberalizzazione delle clausole elastiche e flessibilili nel lavoro part time oggettivamente non rifiutabili da chi è in cerca di lavoro)

Sul fronte della tutela giudiziaria l’attacco fino ad oggi si era sviluppato solo individuando misure deflattive; da un lato era stata introdotta la obbligatorietà del preventivo tentativo di conciliazione avanti alla DPL con considerevole allungamento dei tempi in cui concludere una causa dei lavoro, dall’altro, evitando di parametrare gli organici dei Tribunali del Lavoro con le reali necessità, si era indotto i giudici a “difendersi” da eccessivi carichi di lavoro iniziando a condannare i lavoratori in caso di rigetto delle loro domande.

Questa forma di autotutela corporativa dei giudici a scapito dei lavoratori, che spesso si trovano a dover rinunciare al ricorso alla giustizia nel timore di non avere i mezzi “per potersela permettere”, aveva tra l’altro, dal luglio scorso, trovato sostegno dal legislatore con la modifica di un articolo che oggi impone al giudice di motivare dettagliatamente le ragioni di eventuali deroghe dal principio secondo cui le spese legali gravano sulla parte che perde il giudizio. Se dunque ormai da tempo i pilastri posti a bilanciare lo squilibrio esistente tra lavoratore e padrone subivano gravi attacchi quello portato dal DDL 1167 appena approvato dal Senato appare dirompente perché muovendosi apparentemente solo sul piano procedurale introduce un meccanismo che rischia di vanificare qualsiasi diritto “indisponibile”.

Il cavallo di Troia è rappresentato dalla eliminazione del divieto di introdurre clausole che riducano la possibilità del lavoratore di ricorrere al giudice.

L’art. 33 a comma 8 prevede che accordi interconfederali o contratti collettivi potranno prevedere il ricorso all’arbitrato, con clausole che si chiamano “compromissorie”, e queste clausole potranno esser “liberamente” sottoscritte dal lavoratore davanti ad una commissione certificatrice che “accerti la effettiva volontà delle parti” : Se entro 12 mesi non saranno intervenuti sulla materia i previsti accordi interconfederali o i contratti collettivi interverrà a regolare la materia un decreto ministeriale. Cosa significa tutto ciò?

Significa che all’interno di un quadro che ancora deve esser definito dagli accordi (CISL e UIL sembrano già d’accordo) ovvero dal Ministro, all’atto dell’assunzione potrà esser chiesto al dipendente di firmare una clausola con la quale egli rinuncia a rivolgersi al giudice in determinate o in tutte le materie che riguardano il suo rapporto di lavoro impegnandosi a rivolgersi invece ad un collegio arbitrale. E’ evidente che se il datore porrà quella condizione il lavoratore, per poter accedere a quel lavoro, non potrà che accettarla “liberamente” con il beneplacito del commissione certificatrice .

Il risultato, però, sarà che il dipendente si troverà a subire una situazione che mai avrebbe potuto preferire rispetto alla fino ad oggi preesistente possibilità di rivolgersi in ogni caso alla giustizia ordinaria e ancora una volta si è ipocritamente presupposta una inesistente parità di forze tra chi offre e chi cerca lavoro.

Al di là dei costi senz’altro maggiori (gli arbitri vanno pagati: già prima della decisione il lavoratore dovrà versare con assegno circolare al presidente una somma pari all’1% del valore della causa, poi ci sono le spese degli altri arbitri, nonché quelle dei legali), va considerato che gli arbitri saranno 3 e decideranno a maggioranza. Poiché uno sarà nominato dal lavoratore e l’altro dal datore di lavoro l’ago della bilancia sarà il Presidente, individuato dai primi due o dal Presidente del Tribunale in un professore universitario in materie giuridiche o in un avvocato cassazionista.

Già solo la collocazione sociale di queste due figure e le ben più possibili convergenze di interessi tra loro e le aziende non consentono di nutrire una particolare fiducia nell’imparzialità di un simile “organo giudicante”, ma il punto fondamentale non è ancora questo.

Esso sta invece e soprattutto nel fatto che questi arbitri potranno decidere secondo equità (il che vuol dire semplicemente come a loro sembri giusto) e che potrà prevedersi persino la rinuncia del lavoratore ad impugnare la loro decisione (c.d. lodo) anche quando questa sia contraria a norme di diritto o a contratti ed accordi collettivi!

Il che significa, ad esempio, che in caso di licenziamento anche quando gli arbitri lo riconoscessero illegittimo, non sarebbero tenuti a disporre la reintegrazione, con buona pace dell’art. 18 e nulla potrà poi obiettare il lavoratore! E non solo, perché nessun diritto indisponibile potrà più dirsi effettivamente tutelabile.

Oltre a queste misure la nuova legge ne introduce altre non meno significative:
-  introduce una serie di decadenze pesantissime perché, quale che sia il tipo del contratto di lavoro a tempo indeterminato, a termine, a progetto, la sua risoluzione (anche oralmente disposta) deve essere impugnata entro sessanta giorni ed il relativo ricorso al giudice o all’arbitrato deve essere attivato entro i successivi 180 giorni. Negli stessi termini devono esser impugnate la cessione del contratto in caso di trasferimento d’azienda (dalla data del trasferimento) e la effettiva titolarità del rapporto in caso di somministrazione di lavoro irregolare (dalla data della sua cessazione).

La gravità di queste decadenza è facilmente intuibile: i lavoratori spesso scoprono in ritardo l’esistenza dei loro diritti (ad esempio che il termine del loro contratto non era valido, che la somministrazione del loro lavoro era irregolare, etc, che il loro passaggio ad altra azienda non era giustificato da un trasferimento di ramo d’azienda, etc,) altre volte ritardano anche solo ad informarsi presso il sindacato confidando nelle promesse di future riassunzioni,. Certo è che questa strettissima decadenza priverà moltissimi, e specie i lavoratori più deboli, di una possibilità di effettiva tutela.

-  riduce il risarcimento del danno dovuto al lavoratore assunto irregolarmente a termine per il periodo in cui è stato privo di lavoro contenendolo nei limiti tra le 2, 5 mensilità e le 6, addirittura anche in relazione ai giudizi già in corso.

-  elimina la necessità di ricorrere al tentativo di conciliazione ex art. 410, mantenuto come opzione possibile, ma gravato di obblighi di specificazione delle domande e delle loro ragioni (in analogia con quanto già previsto in materia di pubblico impiego) che ne appesantiscono l’utilizzo ed impongono, di fatto, già in quella fase la presenza del legale;

Oltre a questo disposto in via generale, vi sono poi nella legge altri vere “chicche” che dimostrano come il legislatore sia stato sensibile sì al “lavoro”, ma a quello delle lobbies.

E’ stata introdotta, infatti, con l’art. 50, una norma che pare colpire unicamente e clamorosamente solo i lavoratori di Atesia che, assunti irregolarmente come “Cococò”, non avevano accettato di rinunciare ai loro diritti pregressi a fronte della sola reintegra con un contratto a part time a 500 euro mensili loro offerta da Atesia prima del 30.9.2008. Ora, in forza di questa norma retroattiva anche chi di loro ha vinto in appello, ma ancora non ha una sentenza definitiva, perderà il diritto alla reintegra e agli stipendi perduti e dovrà accontentarsi di un minimo risarcimento (tra le 2,5 e le 6 mensilità)!

Lo scempio di un simile modo di legiferare risulta ben chiaro a tutti, prima però che le parti più pericolose di questa legge inizino ad operare vi è spazio per individuare iniziative di sensibilizzazione e di lotta che siano in grado di ostacolarne l’applicazione. Vale la pena di darsi da fare.

Milano, 6 marzo 2010 - alberto medina

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Rubrica : {Leggi}

DDL COLLEGATO LAVORO

DDL 1167 B approvato 3 marzo 2010

mercoledì 10 marzo 2010 di adlinvisibili

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Rubrica : {A.D.L.}

COMUNICATO RDB CUB NAZIONALE

APPROVATO IL “COLLEGATO LAVORO”

L’ARBITRATO E’ SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG.
SI SMANTELLANO TUTELE FONDAMENTALI DEI LAVORATORI

venerdì 5 marzo 2010 di adlinvisibili

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Rubrica : {A.D.L.}

COMUNICATO ADL COBAS

SCIOPERO NEL SETTORE DEL FACCHINAGGIO E DELLA LOGISTICA
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DI LOTTA DEL 1° MARZO
“UN GIORNO SENZA DI NOI”

CONTRO LE LEGGI RAZZISTE DEL GOVERNO E DELLA LEGA NORD

giovedì 25 febbraio 2010 di adlinvisibili

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DI LOTTA DEL 1° MARZO “UN GIORNO SENZA DI NOI”

CONTRO LE LEGGI RAZZISTE DEL GOVERNO E DELLA LEGA NORD

SCIOPERO NEL SETTORE DEL FACCHINAGGIO E DELLA LOGISTICA

Aderendo all’appello nazionale per costruire una importante giornata di lotta il Primo Marzo 2010 come ADL-Cobas, e come lavoratori del settore della logistica e dei trasporti, proponiamo che nella giornata del 1° marzo 2010 in tutti i magazzini della logistica di Padova e Provincia si effettuino, in forma articolata situazione per situazione, alcune ore di sciopero per turno, oltre che per combattere le leggi razziste del Governo, anche per denunciare la situazione di grave discriminazione che subiscono i soci lavoratori delle cooperative di facchinaggio.

In particolar modo intendiamo legare la lotta contro il razzismo del Governo ad alcuni obiettivi fondamentali per tutti i soci lavoratori:

1. BASTA CON I CAMBI DI APPALTO CHE COMPORTANO SEMPRE PERDITE DI DIRITTI PER I LAVORATORI. PER CONTRASTARE I CAMBI DI APPALTO BISOGNA PREVEDERE, OLTRE AL PAGAMENTO DI TUTTE LE SPETTANZE, ANCHE DELLA QUOTA SOCIALE ED UN COSPICUO RISARCIMENTO PER I DANNI ED I DISAGI SUBITI DAI LAVORATORI.
2. VOGLIAMO INOLTRE IL PAGAMENTO DELL’INTEGRAZIONE DA PARTE DELLA COOPERATIVA, DI MALATTIA ED INFORTUNIO
3. GARANZIA PER UN ORARIO CONTRATTUALE PIENO CON POSSIBILITA’ CONCRETE DI ACCEDERE A TUTTI GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI, COME TUTTI GLI ALTRI LAVORATORI (CIGO, CIGS, INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE E INDENNITA’ MOBILITA’)

ORE 17 MANIFESTIAMO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI PADOVA

ORE 22 TUTTI DAVANTI ALL’HOTEL IL CAMPANILE IN CORSO STATI UNITI CAMIN PADOVA PER PARTECIPARE AL CORTEO DI MACCHINE CHE ATTRAVERSERA’LA ZONA INDUSTRIALE E SI CONCLUDERA’ NEL PIAZZALE DAVANTI A BARTOLINI E ARTONI, IN VIA INGHILTERRA 11, CON UNA ASSEMBLEA.

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Rubrica : {Varie}

Padova: acqua un bene comune

L’acqua è vita,
l’acqua è movimento,
l’acqua è trasparenza,
l’acqua è di tutti,
acqua è di nessuno ...
(Oscar Olivera Portavoce della Coordinadora in difesa dell’acqua e della vita Cochabamba - bolivia)

mercoledì 17 febbraio 2010 di adlinvisibili

Il 20 marzo 2010 è stata convocata a Roma da parte del “Forum Italiano dei movimenti per l’acqua” una manifestazione “Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, della biodiversità e del clima, per la democrazia partecipativa”.

Il percorso verso la manifestazione è un occasione importante per riaffermare, anche nei nostri territori, la difesa dell’acqua come bene comune.

Proprio pochi mesi fa l’approvazione da parte del Governo dell’Art. 15 dl 135/09 è stata l’ultima tappa del tentativo di privatizzazione definitiva dei beni comuni, acqua compresa, imponendo di fatto la partecipazione dei privati.

In tutti i territori ci si sta mobilitando per costruire dal basso percorsi di mobilitazione per affermare che l’acqua non può essere mercificata e privatizzata.
Una mobilitazione ancora più importante di fronte al fallimento della Conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen che ha visto l’incapacità e la non volontà dei "potenti" del mondo di trovare un accordo significativo per il futuro del pianeta.
Questo dimostra come, solo dal basso, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, percorrendo la strada dell’indipendenza e dell’autonomia, si possano costruire e difendere i beni comuni come l’acqua e molte altre risorse naturali.

COSA FARE A PADOVA?
Il “Comitato 20 marzo” si propone di costruire nella nostra città durante le settimane che ci portano alla manifestazione iniziative concrete in difesa dell’acqua come bene comune.

DIFENDIAMO LA FALDA DI VICENZA DA CUI ARRIVA L’ACQUA A PADOVA
Quando si parla di acqua a Padova non si può dimenticare che la falda da cui noi attingiamo è quella di Vicenza, il più importante bacino del Veneto. Una falda che oggi si vede a rischio per i lavori della costruzione della base militare americana nell’area Dal Molin. Le denunce fatte dal Presidio Permanente No Dal Molin non ci possono lasciare indifferenti: difendere la falda di Vicenza significa difendere la terra e l’ecosistema da impatti devastanti come la costruzione della base militare. Per questo dalla nostra città oggi abbiamo un motivo in più per ribadire il No alla base militare che si vuole imporre nella città berica.
Siamo uniti alla lotta dl Presidio No Dal Molin per salvaguardare la falda di Vicenza, non solo come terreno di solidarietà ma come salvaguardia di qualcosa che appartiene a tutti: l’acqua.
Per questo vogliamo che l’Amministrazione Comunale di Padova prenda apertamente posizione contro la costruzione della base militare nell’area Dal Molin a Vicenza perchè in gioco c’è la nostra acqua, la nostra falda.

PER LA MODIFICA IMEDIATA DELLO STATUTO COMUNALE DI PADOVA
A Padova la gestione dell’acqua , attraverso i passaggi attuati dalle ultime amministrazioni che si sono succedute, è ora affidata alla AGEGAS-APS, (Spa quotata in borsa).
Per capire quale siano le contraddizioni di questa situazione pensiamo ad esempio al fatto che i ricavi della gestione idrica (peraltro in attivo) invece di essere utilizzati per migliorare il servizio idrico oppure servire per sgravare i costi dell’utente finiscono nel bilancio d’insieme della SPA e oggi sono utilizzati per finanziare la scandalosa scelta della costruzione di un eco-mostro come il nuovo inceneritore.
Tutto questo mentre si sta riparlando dell’aumento delle tariffe per gli utenti.
E ora di girare pagina. Non bastano generiche prese di posizione
In varie parti in Italia Enti locali, in particolare anche Amministrazioni Comunali, stanno prendendo posizione, modificando i loro Statuti per difendere l’acqua sia come segnale di rifiuto delle imposizioni del governo e sia come percorso che può riaprire un inversione di tendenza per tornare ad una gestione che abbandoni le logiche privatistiche e di profitto.

Anche a Padova vogliamo costruire la pressione necessaria dal basso perchè l’Amministrazione Comunale intraprenda con chiarezza e in tempi brevi il percorso per la modifica dello Statuto Comunale.
Vogliamo vedere scritto nello Statuto della città di Padova che è riconosciuto il “diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile, e che l’acqua è bene comune”.
Vogliamo veder scritto chiaramente che “il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica “ come forma di rifiuto della normativa nazionale e come presupposto per avviare un percorso diverso verso una gestione pubblica reale del sistema idrico integrato.
Per questo abbiamo avviato una raccolta di firme nei punti centrali della città da consegnare, prima della Manifestazione del 20 marzo a Roma, all’Amministrazione perchè ci sia una risposta reale e sia avviato subito l’iter per la modifica dello Statuto Comunale.

PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 20 MARZO A ROMA
Insieme al Presidio No Dal Molin vogliamo costruire una significativa partecipazione alla manifestazione di Roma insieme a molti altri che si stanno organizzando nella nostra regione, come a Belluno, per far sentire la voce di chi non vuole accettare come normalità che l’acqua come le altre risorse da diritto e bene comune diventi una merce, un privilegio, un’occasione di profitto.
Per affermare un comune condiviso e indipendente, un futuro in cui la giustizia climatica sia alla base delle scelte locali e globali per rompere in ogni dimensione sia “privata” che “pubblica” la logica della mercificazione, dell’esclusione, della non accessibilità, dell’aumento dei costi di un “dono” che è di tutti e di nessuno: l’acqua.

Il Comitato 20 marzo è aperto al contributo di tutt@

-  VIENI A PRENDERE o SCARICA DAL WEB I MODULI E RACCOGLIE LE FIRME
-  PRENOTA LA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DEL 20 MARZO
-  PARTECIPA ALLE INIZIATIVE DI INFORMAZIONE

Contattaci al 3403508437

Ci puoi trovare presso:
Associazione Ya Basta Vicolo Pontecorvo 1
mail padova@yabasta.it
web www.yabasta.it

Associazione Difesa Lavoratori Via Cavallotti 2
mail info@associazionedifesalavoratori.org
web www.associazionedifesalavoratori.org

Su Facebook: http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=309766288795

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Rubrica : {Scuola}

CONVEGNO

LA VITA PRECARIA

precariato e precari

lunedì 8 febbraio 2010 di zambeppi

*** IL CESP è riconosciuto dal MIUR come ENTE FORMATORE (D.M. 25/07/2006 prot. 869) *** CORSO DI AGGIORNAMENTO per tutto il personale dirigente, docente e non docente della scuola, l’iscrizione è gratuita, la partecipazione rientra nelle giornate di permesso per aggiornamento ai sensi dell’art. 64 del CCNL 29/11/2007 e CCDR 19/06/2003.

CONVEGNO REGIONALE PRECARIATO e VITA PRECARIA. Spigolature ed esperienze

mercoledì 24 febbraio 2010 ore 9.00 - 13.30 Sala Polivalente D. Valeri, Via D. Valeri, 17/19 - Padova a 200 m. da FFSS e SITA + ampio parcheggio esterno

Relazioni

Prof. Stefano Micheletti - insegnante, rete precari del Veneto - Precariato e scuola pubblica

Dott. Marco Baravalle - ricercatore, IUAV, Venezia - L’arte del vivere precario come nuovo paradigma sociale

Mbarek El Asri - migrante, RSA Michelin/Levantecoop., Padova - I migranti: i più precari tra i precari

Michela Manozzi - coord. precari USI/RdB RICERCA, ISPRA, Roma - La ricerca sui tetti di Roma

Presenta e coordina il dibattito Prof. Giuseppe Zambon - CESP di Padova

Verrà rilasciato l’idoneo attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente L’ iscrizione si effettua all’apertura del convegno, per adesionii preliminari: CESP via Cavallotti 2 - 35100 PADOVA - FAX 0498824273 - EMAIL : info@cesp-pd.it Il convegno è stato realizzato grazie alla collaborazione della sede nazionale : CESP, via Manzoni 155 Roma

Hanno promosso il convegno Il CESP e l’ADL [Associazione Difesa Lavoratori] Nell’ambito delle iniziative verso il 1 MARZO 2010

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Rubrica : {Cooperative}

COMUNICATO STAMPA

NON C’È PACE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL CENTRO RICICLO DI MONSELICE

domenica 7 febbraio 2010 di adlinvisibili

È di nuovo in sciopero il personale della cooperativa ASCOT che opera nei capannoni del CRM, il CENTRO RICICLO in zona industriale a Monselice. Costretti a ricorrere alla radicale protesta dopo l’ennesimo ritardo del pagamento degli stipendi, che dovevano essere erogati il 25 gennaio scorso, e stiamo parlando della mensilità di dicembre.

Il 20 gennaio nel corso di un’incontro sindacale, la cooperativa chiede ai sindacalisti ed ai lavoratori presenti di avere pazienza fino al 26 gennaio per il pagamento. Dopo due giorni il presidente della ditta chiama un rappresentante sindacale dell’ADL-Cobas per comunicargli che può dare al personale solo degli acconti. Il saldo degli stipendi verrà effettuato il 5 febbraio.

Ieri, verificato che non veniva erogato nulla, le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa hanno tempestivamente convocato una assemblea durante la quale hanno deciso di fermarsi.

Questa mattina il responsabile della ditta chiama individualmente il personale e, nel tentativo di convincerlo a riprendere il lavoro, dice a ognuno che i suoi colleghi sono già in capannone. Ma quei pochi che sono entrati attraverso le “basse manovre” del responsabile, tornano successivamente ad aderire alla protesta in atto.

Le lavoratrici ed i lavoratori della cooperativa ASCOT rivendicano il diritto di ricevere la propria retribuzione entro i termini concordati e non si lasciano intimorire dalle minacce di licenziamento che hanno ricevuto nella mattinata per aver “varcato” i cancelli dell’azienda e parlare con i colleghi. Lunedì ci sarà l’assemblea che deciderà, in mancanza novità positive, come proseguire con le iniziative di lotta.

Monselice, 6 febbraio 2010

ASSOCIAZIONE DIFESA LAVORATORI- COBAS

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Rubrica : {A.D.L.}

COMUNICATO NAZIONALE RDB

Un attacco devastante ai diritti dei lavoratori

Approvata dalla Camera la Proposta di Legge “Collegato Lavoro” ora passa al Senato

venerdì 5 febbraio 2010 di celeste

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Rubrica : {Privato}

COMUNICATO ADL COBAS

QUANTI ANCORA E PER QUANTO?

La situazione alla Komatsu

mercoledì 3 febbraio 2010 di stefano pieretti

La situazione alla Komatsu come illustrato in assemblea dal Presidente è grave , ed a no-stro avviso è paragonabile alle varie Acoa, Termini Imprese, la differenza è che qui invece che cercare di salvare i siti produttivi ed i posti di lavoro, qualcuno fa orecchie da mercante e tace aspettando che sia l’azienda a parlare o peggio ancora ad agire.

Noi a questo giochetto non ci stiamo, con la direzione sono stati firmati più protocolli anche di fronte alle Istituzioni che dovevano servire a salvare l’azienda, a dare una prospettiva ad ipotizzare un futuro, gli operai hanno accettato fino ad oggi Cassa Integrazione e provvedimenti vari (come le dimissioni volontarie), in silenzio, con la speranza di veder applicati quegli accordi, di vedere investiti quei 10 milioni di euro previsti, di vedere migliorata la qualità e l’efficienza, di poter vedere garantito il posto di lavoro anche se con un numero inferiore di lavoratori impiegati.

Invece l’azienda è venuta ancora una volta a chiedere ulteriori dimissioni volontarie ed ancora una volta lo ha fatto paventando la chiusura del sito.

Crediamo sia giunto il momento di dire basta a questi ricatti, di mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità, l’Azienda, il Sindaco di Este, la Provincia, i Sindacati, tutti debbono evitare che questo importante sito industriale chiuda o si ridimensioni pesantemente, so-prattutto dopo le le chiusure di aziende che già ci sono state in zona, chiudere anche la Komatsu significherebbe mettere in ginocchio oltre che i lavoratori e le loro famiglie anche tutto quell’indotto che ormai né è parte integrante, significherebbe togliere alla zona di Este una possibilità di ripresa e sviluppo.

Bisogna mettere in campo tutti gli strumenti necessari per garantire la sopravvivenza di questa Azienda che tanto ha ricevuto negli scorsi anni dal lavoro dei suoi operai, bisogna se necessario coinvolgere la Regione ed il Governo per garantire oltre che il permanere del Sito anche i lavoratori e le loro famiglie.

Non si può più attendere, non si può più aspettare per vedere chi sarà il prossimo a decidere di andarsene , bisogna tutti insieme garantire a tutti lavoro e reddito.

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Rubrica : {Cooperative}

COMUNICATO ADL COBAS

COOPSERVICE DISPONIBILE AD INCONTRARE LE R.S.U. SOLO DOPO LA CONVOCAZIONE DEL PREFETTO

L’azienda ha dato la sua disponibilità in seguito all’intervento del Prefetto di Padova, che ha convocato le parti per martedì 2 febbraio 2010.

domenica 31 gennaio 2010 di massimo

Dopo le continue richieste di incontro sindacale, inoltrate alla Coopservice dalle R.S.U. del servizio di pulizia, l’azienda ha dato la sua disponibilità in seguito all’intervento del Prefetto di Padova, che ha convocato le parti per martedì 2 febbraio 2010.

Già in novembre l’azienda ignorava le sollecitazioni delle R.S.U. per un incontro informativo, a tutt’oggi inevaso, sullo stato della gara di appalto in corso nell’Ulss 17 per il servizio delle pulizie.
Il personale intraprende in quell’occasione alcune iniziative, comunicate anche ai locali organi di stampa, per evidenziare tale atteggiamento che non considera minimamente la preoccupazione con cui le lavoratrici e i lavoratori stanno vivendo questo passaggio, viste le esperienze negative degli anni passati in termini di tagli al personale, riduzioni di contratti e aumenti dei carichi di lavoro.

In dicembre l’azienda, senza informare e confrontarsi con le R.S.U. che continuano a vedere ignorate le ripetute richieste di incontri sindacali, procede con una gestione unilaterale del personale, del lavoro supplementare e delle assunzioni. Ancora iniziative da parte del personale con articoli sui giornali, il ricorso ad ulteriori sollecitazioni per un incontro attraverso gli avvocati dell’ADL-Cobas e ancora il silenzio incomprensibile da parte di Coopservice che risponde allo studio legale per comunicare sostanzialmente che non si ritiene in dovere di incontrare i rappresentanti sindacali.

Le lavoratrici e i lavoratori, che avevano proclamando uno “stato di agitazione” già il 15 gennaio 2010, stanchi di essere ignorati dalla COOPSERVICE hanno così deciso di chiedere, il 26 gennaio u.s., l’intervento del Prefetto di Padova al fine di ristabilire quelle corrette relazioni sindacali, necessarie per ricercare soluzioni condivise alle controversie che si verificano in ambito lavorativo e, all’occorrenza, tentare di contenere quanto più possibile i disagi al personale, agli utenti e all’USSL 17. Il giorno seguente l’azienda comunicava, con un fax al Prefetto ed alle R.S.U., la propria disponibilità ad un incontro in prefettura per chiarire le sue posizioni.

Il personale, che ritiene di contribuire in maniera determinante con disponibilità e senso di responsabilità al buon funzionamento del servizio negli ospedali, nel rivendicare il rispetto dei propri diritti e della propria dignità, auspica il buon esito dell’incontro con il Prefetto. Diversamente, il proseguimento della vertenza sindacale e la proclamazione dello sciopero saranno un passaggio obbligato.

Monselice, 30 gennaio 2010

ASSOCIAZIONE DIFESA LAVORATORI - COBAS

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Le notizie brevi piu' recenti

Rubrica : {Documenti}

NOTIZIARIO RdB AGENZIE FISCALI di PADOVA e ROVIGO - "FINANZE IN MOVIMENTO" N° 1

martedì 8 dicembre 2009

Il NOTIZIARIO RdB AGENZIE FISCALI di PADOVA e ROVIGO - "FINANZE IN MOVIMENTO" N° 1 DICEMBRE 2009. Per leggere o scaricare il notiziario clicca qui.

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Notiziario Sanità dell’Associazione Difesa Lavoratori di Padova # 11 (marzo 20098)

giovedì 5 marzo 2009

Il Notiziario Sanità dell’ADL di Padova numero 11 Marzo 2009. Per leggere o scaricare il notiziario clicca qui.

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Il Notiziario RdB Pubblico Impiego gennaio 2009

venerdì 6 febbraio 2009

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Rubrica : {Documenti}

Notiziario Sanità dell’Associazione Difesa Lavoratori di Padova # 10 (dicembre 08)

giovedì 11 dicembre 2008

Il Notiziario Sanità dell’ADL di Padova numero 10 Dicembre 2008. Per leggere o scaricare il notiziario clicca qui.

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Finanze in Movimento: Notiziario RdB Agenzie Fiscali di Padova e Provincia n° 0

sabato 15 novembre 2008

Il numero 0 del notiziario RdB Agenzie Fiscali di Padova e Provincia mese novembre 2008.
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