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Treviso: Poste, il Cpo in Parlamento

La chiusura del Cpo di Treviso-Castagnole finisce sul tavolo del ministro del Lavoro e previdenza sociale, e in Parlamento. Un’interrogazione firmata dall’onorevole Luana Zanella, deputato dei Verdi, prende a cuore le sorti dei trenta lavoratori che l’anno prossimo, in concomitanza con la chiusura del centro di smistamento trevigiano, «si troveranno senza lavoro - dicono i sindacalisti dell’Rdb - o nelle condizioni di doversi trasferire in altra sede».

«Ho avanzato la richiesta - spiega Zanella - perché voglio che ogni operazione venga gestita in modo trasparente, come avviene in altre ristrutturazioni aziendali. Allo stato attuale tra lavoratori e società i rapporti sono tesi, manca chiarezza da parte dell’azienda, nonostante non sia una questione dell’ultima ora».

Cosa devono aspettarsi i dipendenti del Cpo? Quali saranno le ricadute sul servizio? Questi gli interrogativi di fondo della missiva cui il Ministero retto da Cesare Damiano dovrebbe dare risposta scritta, pare, a gennaio.

La questione è stata dibattuta anche in uno degli ultimi consigli provinciali, ma ad oggi non sembrano essere arrivati i chiarimenti richiesti dai lavoratori. «Quella che Poste definisce riorganizzazione - scrive Zanella - sortirà l’effetto che tutta la corrispondenza spedita a Treviso per Treviso dovrà andare a Padova e tornare». L’agitazione dei lavoratori, che da giovedì inizieranno lo sciopero dello straordinario, prosegue da quasi due anni. «La ristrutturazione - annunciano i lavoratori - dovrebbe avvenire entro il 2008. Se Treviso chiuderà, dovremo trasferirci? E dove? Possibile che sinora nessuno abbia mai dato risposte alle nostre domande?».

La ristrutturazione di Poste, che Zanella nella sua interpellanza definisce «selvaggia», secondo i lvaoratori privilegia l’aspetto puramente economico, a scapito del servizio. (f.d.w.)


Il testo della interrogazione parlamentare:

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02002

presentata da LUANA ZANELLA

martedì 19 dicembre 2006 nella seduta n.088

ZANELLA. - Al Ministro delle comunicazioni, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che:

la chiusura completa del Centro Postale Operativo (CPO) di Treviso prevista nel prossimo futuro, con il trasferimento delle lavorazioni e dei relativi addetti rischia di portare, come conseguenza, all’inefficienza del servizio postale in tutto il territorio provinciale;

tale trasformazione comporterà, nei fatti, la perdita di posti di lavoro attuali ed, ovviamente, futuri nel territorio interessato;

a giudizio dell’interrogante, è interesse primario della Provincia di Treviso: garantire l’efficienza e la sicurezza del servizio postale; salvaguardare il reddito e le idonee condizioni di lavoro per gli operatori in quanto elementi percepiti ogni giorno di più con un senso di forte disagio e precarietà da parte degli operatori stessi che, a tutt’oggi, non conoscono ancora la sede della futura applicazione; assicurare la qualità del servizio di recapito, per il quale i portalettere si trovano già a dover fronteggiare una cronica mancanza di personale che non consente, ad esempio, la normale fruizione del diritto costituzionalmente garantito alle ferie e la programmazione delle stesse; impedire che i lavoratori siano sottoposti a condizioni definibili come vessatorie e costretti a continue prestazioni straordinarie;

sono innumerevoli le difficoltà e i disservizi emersi in questi ultimi anni relativamente alle Poste Italiane del territorio interessato;

secondo l’interrogante, la ristrutturazione selvaggia messa in atto da Poste Italiane s.p.a. privilegia l’aspetto puramente utilitaristico ed economico a scapito della qualità del servizio e delle condizioni di vita dei lavoratori stessi, infatti, quella che le Poste definiscono una «riorganizzazione», avrà come effetto che la corrispondenza spedita da Treviso città a Treviso città, per esempio, dovrà essere raccolta a Treviso e inviata a Padova per essere timbrata, per poi tornare a Treviso per la distribuzione;

l’Ordine del Giorno sul medesimo argomento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale il 9 maggio 2005 -:

se il Governo sia a conoscenza della situazione di disservizio legata alla prossima chiusura del Centro Postale Operativo (CPO) di Treviso, che crea disagio a lavoratori e cittadini;

se il Governo non intenda intervenire, con le modalità che gli sono proprie, affinché sia fatta finalmente chiarezza sul destino dei lavoratori del CPO di Treviso e sulle ricadute della chiusura del medesimo rispetto al servizio reso ai cittadini della Provincia. (4-02002)

articolo postato il 2006-12-20 23:40:51

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