
Questa mattina, martedì 5 febbraio, era previsto lo sfratto della famiglia di Moustaid Mustafà e, come annunciato, un gruppo di attivisti dell’ADL ha presidiato l’abitazione per evitare che la famiglia venisse buttata in strada.
I fatti sono semplici: una famiglia con due figli, rispettivamente di 5 e 3 anni, la moglie invalida, che hanno sempre pagato l’affitto vogliono venire buttati in strada da un proprietario di numerosi immobili che ha il solo fine di speculare su quell’abitazione.
Lo sfratto è per finita locazione, né per morosità o giusta causa, e la famiglia ha un punteggio molto alto nella graduatoria comunale per l’assegnazione degli alloggi popolari.
Questa sono le regole: uno lavora, paga le tasse, paga l’affitto, partecipa ai bandi per gli alloggi pubblici. Perché dovrebbe finire in strada??? Perché, visto la condizione particolarmente disagiata della moglie non può accedere alle risorse pubbliche???
A cosa serve un Comune se l’unica cosa che sa dire è “Arrangiatevi”??
Perché non avviare una battaglia affinchè l’ATER di Treviso metta a disposizione le case pagate coi nostri soldi invece di metterle in vendita o lasciarle vuote al degrado??
Ma questa mattina lo scenario che abbiamo trovato è stato davvero inquietante: la strada bloccata dalle macchine dai Carabinieri, forze dell’ordine dappertutto come se ci fosse chissà quale crimine o fossimo in Iraq!!!
Come è possibile che chi dirige l’ordine pubblico possa sprecare queste risorse per aiutare uno speculatore, invece di andare a fare i controlli nelle aziende dove i lavoratori muoiono quotidianamente?? Com’è possibile che “l’ordine pubblico” sia gestito per proteggere gli “schei” di chi ne ha già tanti invece delle persone?
Alla fine abbiamo conquistato una proroga dello sfratto fino al 30 aprile per trovare una soluzione alternativa, ma perché questa proroga serva ci vuole l’attivazione di tutti, in primis dei servizi sociali, perché la casa è un diritto minimo per garantire la dignità delle persone.
Associazione Difesa Lavoratori - Cobas - Treviso