Chiude l’ufficio Postale Treviso CPO
Comunicato stampa ADL CobasPt Treviso

Bravi: finalmente ce l’hanno fatta! Dopo due anni siamo arrivati alla chiusura definitiva di TREVISO C.P.O. Il nostro più sentito ringraziamento va a CGIL CISL UIL & company, per aver difeso in maniera strenua e stoica uno degli uffici più importanti della REGIONE VENETO ed ai politici locali che con un ordine del giorno votato all’unanimità dal CONSIGLIO PROVINCIALE si erano impegnati perché questo non si verificasse. Oggi la nostra Provincia ha perso un pezzo di storia delle POSTE ITALIANE: hanno smantellato un ufficio produttivo che ha fatto fronte a volumi di lavorazioni superiori alle altre province venete contando esclusivamente sul lavoro manuale dei lavoratori, senza che le amministrazioni comunale,provinciale e le OO.SS. firmatarie degli accordi abbiano tutelato cittadini e gli addetti per mantenere servizi e lavoro nel nostro territorio. Da ricordare che nel consiglio d’amministrazione di Poste Italiane, c’è anche un autorevole politico della LEGA NORD, nonché probabile candidato Sindaco della nostra CITTA’ che non si è speso minimamente per garantire i lavoratori trevigiani.
La mancanza di un UFFICIO come TREVISO C.P.O. comporterà ulteriori disservizi e ritardi nella provincia e in città, nel momento in cui anche il MINISTRO delle COMUNICAZIONI riconosce l’universalità del servizio postale.
L’Associazione Difesa dei Lavoratori (ADL)-COBAS P.T.-CUB federata RdB, continuerà a denunciare la grave situazione venutasi a creare nella provincia di Treviso, con i gravi disservizi ai danni dell’utenza usando ogni strumento in suo possesso per ribadire la centralità del servizio postale inteso come bene irrinunciabile per tutta la comunità.
Treviso, 13 Luglio 2007 Associazione Difesa Lavoratori
COBAS P.T.-CUB federata RdB
La stampa:
fonte: Il Treviso 13.07.2007
I Cobas sulle Poste,
Chiude l’ufficio postale Treviso Cpo: il sindacato di base denuncia una scarsa attenzione da parte del mondo della politica.
fonte: Il Gazzettino 17.07.2007
Chiuso per sempre. L’ufficio postale ...
Chiuso per sempre. L’ufficio postale Treviso Cpo è stato smantellato e così adesso, per ricevere ad esempio una raccomandata, gli abitanti dovranno aspettare che questa arrivi in città, venga inviata e gestita a Venezia, torni indietro e il postino la consegni. «Ci hanno sacrificati per salvare Venezia», questa la teoria degli ex dipendenti. I retroscena, le voci, le polemiche che salgono sulla chiusura del Centro di smistamento comprensoriale di Poste italiane (Cpo per l’appunto) dai Cobas delle Poste sono molto più infervorate: «Grazie ai sindacati che non ci hanno appoggiati», «grazie a Poste Italiane che ha chiuso un ufficio produttivo», «grazie ai politici che ci hanno ignorati», «grazie ai nostri superiori che non hanno esitato a voltarci le spalle per interesse e opportunismo».
Sono accuse pesanti e su tutte campeggia l’idea che la sede logistica trevigiana del Cpo sia stata la vittima sacrificale per salvare un altro ufficio, considerato ben più importante: quello appunto di Venezia. Dunque dopo due anni di botta e risposta, di silenzi indifferenti e tentativi disperati, il 2 luglio scorso Poste Italiane ha chiuso una sede con 50 persone al suo interno (inizialmente erano 125) che quotidianamente riusciva a gestire 100 quintali di corrispondenza.
I dipendenti non hanno ancora accettato il fatto e ancor meno il cambiamento di posto di lavoro, al punto tale che una donna assegnata a Mestre, con gravi problemi alle spalle, ha avuto un collasso ed è finita in pronto soccorso. «Non hanno tenuto conto di nulla, neppure di chi sarebbe potuto trovarsi in difficoltà», gridano gli oramai ex dipendenti, e dai Cobas arriva anche una critica forte al capogruppo della Lega ai Trecento Mauro Michelon, membro del consiglio di amministrazione di Poste italiane: «Ha sparato a zero contro di noi, non ha minimamente difeso questo ufficio e poi, quando lo incontravamo per strada, riusciva a dirci parole come "se solo ci provo la Cgil di Venezia mi sbrana"».
Chi invece sembra in qualche modo essersi mosso in favore della sede postale è Stefano Mestriner, segretario provinciale dei Comunisti italiani, che ha portato la questione proprio in Provincia. L’associazione "Difesa dei lavoratori" assicura: «Continueremo a denunciare la grave situazione che si è creata e tutti i disservizi che ne conseguiranno. Quell’ufficio era un bene irrinunciabile per tutta la comunità».
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