
Siamo felici di annunciare che venerdì 15/09/06 il giudice Balletti, del Tribunale di Padova, ha giudicato illegittime le sanzioni disciplinari inflitte a due portalettere che si erano rifiutati di timbrare il badge all’uscita ed al rientro della gita di recapito.
Il giudice ha motivato la sentenza sostenendo che la pretesa aziendale configura una forma di controllo a distanza sull’operato dei portalettere che non è conforme allo statuto dei lavoratori, proprio come sostenevano i lavoratori.
Ricordiamo che per questo motivo Poste Italiane ha sanzionato 10 lavoratori con vari provvedimenti pro capite per un totale di 46 cause giudiziarie.
Ricordiamo che successivamente l’Azienda ha eliminato la timbratura per i portalettere.
L’accanimento dell’Azienda nel tentare di colpire questi lavoratori dimostra che per Poste italiane è più importante ridurre al silenzio qualsiasi forma di dissenso, che sprecare denaro pubblico.
Visto che il giudice ha condannato Poste Italiane a pagare 1100 euro di spese per ogni lavoratore, se tutte le sentenze confermano quella del giudice Balletti, quanti euro l’Azienda deve pagare in totale?
E queste spese da dove vengono detratte? Dai premi dei dirigenti che hanno proposto le sanzioni o dalla “cassa comune”?
Impariamo ad opporci all’arroganza, a difendere la nostra dignità ed a denunciare gli abusi di un’azienda che mentre all’esterno si presenta come sponsor di eventi a scopo benefico, con i “suoi” dipendenti usa il codice disciplinare come strumento intimidatorio.
Padova 17/09/06
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