
Prendiamo ulteriormente atto che, purtroppo, ormai Poste Italiane s.p.a. parlano “un’altra lingua’.
Non ci riferiamo (solo) al cattivo gusto di infarcire con termini inglesi ogni documento e addirittura di indicare le proprie strutture in lingua “straniera” (... e dire che NON siamo ne’”conservatori”, ne’“razzisti”), ma alla visione strategica complessiva e alle iniziative di intervento strutturale, che appaiono nel recente accordo sottoscritto da lorsignori in data 15 settembre 2006.
lvi, scontate le premesse, due sono i settori .nei quali si accanisce la fantasia ingegnenstica concertativa, finalizzata a costruire “efficienza in termini di costi, redditività, diversificazione ed espansione” in un regime di progressiva liberalizzazione, in linea con le aspettative del mercato di riferimento europeo e - perché no? - nelle “prospettate sfide competitive”..
Uffici Postali
Recapito
Esprimiamo una forte opposizione critica nel merito delle decisioni prese, poiché la vostra concertata attenzione non si dedica alla promozione della qualità “sociale” del servizio, ne’ tanto al miglioramento delle condizioni di lavoro sotto i profiil strumentali, strutturali ed economici.
Nessuno (di voi) si preoccupa, per esempio, di togliere agli operatori degli sportelli il peso degli ammanchi di cassa, o la solitudine operativa negli uffici a “scarsa” redditività.
Ne’, alle retoriche esaltazioni del ruolo professionale del “nuovo” portalettere, accompagnate un progetto-impegno di adeguamento del salario, se non con qualche aggiustamento del “premietto” annuale.
Per non “parlare” dell’intervento chirurgico sulle zone (2.250 in menol).
Roba “vecchia”, insomma.
Chiediamo di essere interlocuton di un diverso destino del servizio postale, rimettendo tutto in discussione “secondo un moderno modello di concertazione”.
Cobaspt-CUB
Il Responsabile Legale Nazionale
Dott. Enzo Galdo