Spett.le
Poste Italiane Spa
Relazioni Industriali
00100 ROMA
p.c. OO.SS. Concertative
LL.lI.
Buon anno, quindi.
Non a tutti, evidentemente. Ai 30.000 precari che daI 1998 ad oggi lottano, con alterna
sorte, per ottenere giustizia, la Befana postal-sindacale porta in dono solo “carbone”.
L’accordo sottoscritto per “sistemare” gli effetti “negativi” del fenomeno (ove negativi sono considerate le sentenze dei giudici di tutta Italia che hanno accolto i ricorsi dei lavoratori a tempo determinato!), risolve solo le esigenze della società “ finalizzate a predisporre le condizioni necessarie per traguardare il processo di liberalizzazione del servizio postale previsto per il 2009”.
Nulla che ha a che fare con gli interessi dei lavoratori, ancora una volta traditi dalle sei organizzazioni sindacali che firmano tutto.
In cambio di che cosa?
Tematicamente, ci sia consentito di osservare che la pretesa esaltata di aver “chiuso” una stagione di “precarietà”, è irreale e insensata; tuttalpiù verrebbe ridotto il contenzioso per coloro che alla data dell’accordo “stiano ancora operando in virtù di un provvedimento giudiziale favorevole”, ma lascia aperta ogni ipotesi rivendicativa per gli altri (pare siano circa 20.000!), che abbandonerebbero le proprie concrete aspettative in un serbatoio oscuro, compresso, indefinito e a scadenza senza appello.
Né si può sorvolare su alcuni “dettagli” inquietanti sino alla soglia della malafede, quali quelli di indicare, già nella domanda, l’organizzazione sindacale “cui aderisce o conferisce mandato”; o quello della discrezionalità aziendale di “valutare specifici casi delicati” ai fini di consentire “piani di azzeramento del debito”!
Noi siamo contrari, come è noto.
La nostra proposta era maturata solo nel timore di un intervento legislativo e comunque faceva la differenza di valore proprio sulla famosa graduatoria, che volevamo non a termine, ma ad esaurimento.
Confermiamo il nostro più radicale dissenso e la continuità, purtroppo, di un contenzioso, censurato anche della Corte dei Conti, che appare l’unica strada per sfuggire ad un infame ricatto.
Milano, 16 gennaio ‘06.
Il Responsabile Legale Nazionale Cobaspt-CUB
Dr. Enzo Galdo
Precedenti articoli sullo stesso argomento: