MARTEDÌ, 17 GENNAIO 2006
DANNO D’IMMAGINE
Dà ragione all’utente Viene sospeso
Sette giorni di sospensione dal lavoro, per aver dato ragione al telefono, a un cliente arrabbiato con le Poste per il disservizio nel recapito di un pacco. Protagonista Walter Soldera, addetto all’ufficio postale di smistamento di Castagnole, impegnato nel sindacato autonomo Adl-Cobas.
E’ il segretario Sergio Zulian a prendere le difese di Soldera. «Mi risulta che il nostro iscritto - spiega Zulian - si sia trovato, per caso un mese fa a rispondere al telefono ad un utente che si lamentava per un disguido. Ma non è stato lui, come invece sostiene Poste Italiane, a suggerire al cliente arrabbiato per i disguidi a rivolgersi alla stampa. L’utente era già intenzionato a rendere pubblico il proprio disagio».
Adl-Cobas giudica quindi sproporzionata la contestazione disciplinare. «Soldera ha solo rispettato le intenzioni dell’utente - sottolinea Zulian - senza incoraggiarlo a fare nulla.
Se Poste Italiane, ditta privata che risponde alla logica del profitto, ci tiene tanto ad una buona immagine aziendale, vada ad agire sui motivi di malcontento tra gli utenti, piuttosto che punire i propri dipendenti che rispondono al telefono».
Il segretario di Adl Cobas ribadisce il valore della battaglia dei lavoratori, nella quale il miglioramento delle condizioni di lavoro coincide anche con il miglioramento del servizio a vantaggio quindi degli utenti. «Ai dipendenti delle Poste - conclude Zulian - non interessa screditare l’azienda, semmai contribuire a migliorarla insieme al servizio agli utenti». (m.s.)