- L’accordo fregatura che azzera la vertenza con i lavoratori trimestrali. - L’articolo tratto da repubblica.it il 14 gennaio 2006
09.02.06 per aggiornamenti leggi l’articolo
E’ arrivata una nuova fregatura.
I confederali hanno firmato l’accordo sui ctd che affossa anni di lotte legali:
 Verbale accordo 13 gennaio 06 Ricorrenti CTD
- vogliono indietro i soldi
- azzerano l’anzianità
- ti mandano dove gli pare
- fanno una graduatoria fino ad 2009 e poi ti salutano.
tratto da repubblica.it:
L’accordo azzera la vertenza con i lavoratori trimestrali e rilancia la riorganizzazione del gruppo
Le Poste assumono 30 mila precari
Sindacati soddisfatti. Sarmi: rivoluzionerò il ruolo del portalettere
Chi ha fatto vertenza ed è arrivato a sentenza avrà subito il contratto definitivo.
Sarà creata una graduatoria da cui attingere il personale nei prossimi anni.
ROMA - Accordo tra Poste e sindacati per la regolarizzazione di oltre 33 mila precari. Un’intesa che secondo l’amministratore delegato di Poste, Massimo Sarmi è il preludio per la rivoluzione della figura del portalettere.
A entrare saranno in gran parte postini che erano stati assunti dal ‘99 in poi con le Poste in "ristrutturazione", un regime che consente maggiore flessibilità nell’utilizzo di contratti atipici anche per le aziende pubbliche. La fine del periodo facilitato e la mancata riconferma dei contratti di lavoro aveva portato ad un serie di cause da parte di questo esercito di "trimestrali" e un vero e proprio ingorgo nella gestione del personale di Poste, condizionata dall’andamento delle cause presso i tribunali del lavoro (tra il 2004 e il 2005 stimano di essere state condannate a 4-5 mila reintegri l’anno).
L’accordo ora prevede che tutti coloro che sono stati riassunti a titolo definitivo attraverso una sentenza di primo grado (circa tredici mila persone) possono chiedere a Poste Spa di regolarizzare la posizione (quindi l’azienda non ricorrerà in appello), a condizione che rinuncino ad ogni contenzioso e restituiscano gli emolumenti per i periodi in cui non sono stati in servizio.
La seconda parte dell’accordo riguarda coloro che sono attualmente fuori dall’azienda e non hanno aperto il contenzioso o sono in attesa della sentenza di primo grado: sono circa ventimila. Chi rinuncerà alla causa potrà chiedere di essere inserito in una graduatoria nazionale basata su anzianità di servizio, carichi familiari e anzianità anagrafica.
Poste s’impegna per i prossimi tre anni ad assumere chi è in graduatoria con contratti a tempo determinato o in forma stabile per soddisfare i propri fabbisogni nella logistica e nel recapito. Naturalmente chi vorrà potrà continuare il proprio contenzioso con le Poste senza veder diminuiti i propri diritti.
Situazioni del genere non dovrebbero più verificarsi visto che la Finanziaria ha stabilito nuove norme per l’utilizzo della flessibilità (* vedi fondo pagina) da parte delle aziende pubbliche.
Il ministro per le Comunicazioni Mario Landolfi ha dichiarato: «L’accordo va nella direzione auspicata dal ministero delle Comunicazioni, che ha costantemente indicato nella prospettiva del superamento del precariato il presupposto per il rilancio della più grande azienda italiana».
Molto soddisfatto anche Sarmi: «È stato molto importante poter chiudere questo conto per il passato, naturalmente per dare chiarezza all’azienda, ma soprattutto perché lo ritengo propedeutico per tutto quello che stiamo realizzando. Sono aperti numerosi tavoli - ha spiegato Sarmi - con i sindacati per ampliare le funzioni dei portalettere e rivoluzionarne la figura. Spero che nei prossimi giorni arrivino i primi accordi».
(l.i.)
da repubblica.it
(*) vedi precedente articolo:
clicca per accedere al Forum ricorsisti ex-CTD Poste Italiane
Si riporta, per correttezza di informazioni, la Risoluzione in Commissione IX della seduta n. 637 del 14/06/2005:
Pag. 19887
....
....
La IX Commissione,
premesso che:
sono circa 25 mila i lavoratori precari della Poste S.p.a., assunti nel corso degli ultimi 6-7 anni con contratti a tempo determinato per sopperire a carenze di personale;
particolarmente disagiate sono le condizioni di lavoro di questi impiegati precari, quasi sempre addetti al recapito e costretti ad accettare di andare in «mobilità» fuori comune o provincia di residenza e con orari più lunghi rispetto ai loro colleghi;
persino la distribuzione dei nuovi elenchi telefonici, che la Seat non effettua più in proprio ma commissionandola a Poste Italiane S.p.A. (lo stesso per Pagine gialle, Pagine Utili eccetera), viene effettuata da questi addetti al recapito, i quali non solo devono svolgerla al di fuori dell’orario ordinario ma non vengono retribuiti secondo il tabellario dello straordinario ma a cottimo (23 centesimi di euro per ogni pezzo consegnato e 10 centesimi per ogni vecchio elenco ritirato);
in questi anni i lavoratori precari hanno intrapreso lunghe battaglie legali per il riconoscimento del loro stato e il conseguente inquadramento a tempo indeterminato nell’organico della società. La maggior parte di questi ricorsi hanno ricevuto un parere favorevole nel primo appello per poi essere rigettati nei giudizi seguenti a seguito di ricorsi presentati dall’azienda;
si calcola che Poste S.p.A. abbia sostenuto spese processuali pari a 15 mila euro per ogni ricorso presentato dai precari, che moltiplicato per i presumibili 25 mila ricorsi, porta ad un totale di 375 milioni di euro. Tali risorse avrebbero consentito la regolarizzazione di parte dei precari ricorrenti;
le Poste Spa, nonostante la presenza di 25 mila precari, ha continuato ad assumere circa 6.000 lavoratori interinali;
l’azienda ha chiuso l’esercizio 2004 con un utile netto di 236 milioni di euro, rispetto all’utile netto di 90,3 milioni di euro del 2003,
impegna il Governo:
a sollecitare l’Azienda affinché nel prossimo rinnovo contrattuale, nel capitolo che riguarda la «Disciplina del rapporto di lavoro - Assunzioni», vi sia la possibilità di assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori precari che hanno in questi anni lavorato per Poste Italiane, contribuendo, a volte in modo determinante, al buon funzionamento ed al risanamento dell’Azienda, utilizzando le graduatorie provinciali esistenti;
in attesa del rinnovo contrattuale e della nuova pianta organica ad adoperarsi affinché l’Azienda mantenga in organico gli attuali precari evitando nel contempo la loro sostituzione con lavoratori interinali.
(7-00645)
«Giuseppe Gianni, Emerenzio Barbieri».
Gli articoli piu’ recenti sullo stesso argomento:
sabato, 14 gennaio 06
|