Quanto contenuto nel Decreto Legge n°135 del 25/09/2009 all’art.15, approvato con voto di fiducia mercoledì 18/11/09 segna una svolta nella gestione dei cosiddetti beni comuni, acqua reti di distribuzione e rifiuti, infatti costringe i comuni e gli Enti proprietari in toto od in parte di questi servizi, a ridurre il proprio peso entro il 2015 , si prevede la cessione di almeno il 60% delle quote a privati per le aziende in house (totale capitale pubblico) entro il 2011 ed almeno il 70% per quelle quotate in borsa
In poche parole dà il via alla privatizzazione di questi servizi, apre una autostrada a quelle compagnie private che vogliono gestire la distribuzione dell’acqua o la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti con l’obbiettivo di ricavarne il massimo dell’utile possibile e non certo con la logica di garantire servizi equi ed efficienti a tutti.
L’effetto immediato che se ne trarrà da questo nuovo provvedimento sarà sicuramente un aumento delle bollette ed un peggioramento del servizio, sarà un accentuarsi delle carenze della rete di distribuzione, sarà un minor controllo sul funzionamento dei termova-lorizzatori o delle discariche.
Noi crediamo che questa logica non sia assolutamente accettabile, crediamo e riteniamo che i servizi primari quali appunto acqua, gas e rifiuti debbano restare in mano pubblica, il controllo sulla qualità dei servizi e sull’efficienza degli stessi non può essere messo nelle mani di soggetti privati che hanno ovviamente come unico fine quello di avere il massimo del rendimento possibile dall’investimento fatto.
Non ci importa che tutto si rifaccia come al solito a normative europee che per altro non sono applicate in modo uniforme (vedi Francia dove ad esempio l’acqua è e rimane a totale capitale pubblico).
Non ci importa che questa logica della privatizzazione sia trasversale e vada bene ad am-bedue gli schieramenti, anche se oggi l’opposizione si schiera contro questa Legge, (vorremmo ricordare che comunque tutto parte dalla proposta dell’ex Ministra Lanzillotta) che ognuno per proprio conto vogliono dare soddisfazione alle varie società interes-sate.
Queste aziende, siano esse a totale partecipazione pubblica o quotate in borsa, sono state costruite con i soldi dei cittadini, per garantire servizi di qualità ai cittadini e gestire beni comuni preziosi e fondamentali, che non possono essere gestiti con una logica di mer-cato e quindi debbono rimanere sotto il controllo pubblico, dei cittadini, i quali, all’interno dei territori, sia come lavoratori, sia come utenti, abbiano la possibilità, rapportandosi al-l’ente pubblico di poter intevenire (se poi qualche privato vuole investire soldi non ci sono problemi, l’importante è che il) nel controllo e nella gestione delle Aziende di Servi-zi (sia pubblico).
Sono aziende nella maggior parte sane ed in grado di produrre anche utili per gli Enti pro-prietari, e quindi di garantire una manutenzione più affidabile oltre ad essere a nostro parere anche una fonte occupazionale certa per i nostri territori.
Tutte condizioni che sicuramente verrebbero ad essere messe in discussione nel caso il controllo e la maggioranza delle quote fossero in capo ai privati, i quali certamente non avrebbero nessun interesse a garantire una manutenzione efficiente ed una qualità del lavoro almeno simile a quella attuale.
Per questi motivi crediamo sia necessario ampliare al massimo l’informazione sugli effetti di questo Decreto, sia necessario pretendere prese di posizione chiare da tutti i consigli di Amministrazione e da tutti gli enti Pubblici proprietari delle quote.