
Sono andati in Provincia, nella nuova sede del Sant’Artemio, per presentare la richiesta di contributo per le famiglie di disoccupati in difficoltà.
Fatih Aziz e Azoug Jamel, entrambi marocchini, abitano a Ponte di Piave, e hanno perso il lavoro. Hanno tutti i requisiti chiesti dal bando della Provincia: reddito, periodo minimo di lavoro in azienda, residenza nella nostraprovincia da più di 5 anni...peccato non siano cittadini italiani.
Il fondo anticrisi di via battisti - 500 mila euro per 500 famiglie - è destinato ai soli italiani. E contro quella che ritengono una «assurda e inaccettabile discriminazione» hanno sfidato la provincia. Li appoggiano il movimento «Un’altra Treviso» e l’Adl (associazione difesa lavoratori). Se le loro domande verranno bocciate, faranno ricorso al Tar o denunceranno al Tribunale la Provincia. «Abbiamo sollevato più volte questo palese caso di discriminazione - dice Luigi Calesso, di un’altra treviso - anche con un esposto all’ufficio nazionale anti discriminazioni, che ha inviato due missive sul bando alla Provincia. Se la documentazione protocollata non dovesse essere accolta alper noi ci sono gli estremi per un ricorso al Tar e per una causa civile proprio contro la giunta Muraro».
Le associazioni si fanno forti di un precedente: uno studente di Sondrio, che si è visto negato l’alloggio universitario perché straniero, ha vinto la causa civile contro la Provincia. «Se la domanda di Fatih e Azoug non verrà accolta, sarà solo perché non hanno la cittadinanza - continua Calesso - gli altri requisiti sono inattaccabili. Tanto più che in Provincia sono arrivate solo alcune decine di domande: Muraro ha annunciato che se fossero rimasti fondi li avrebbe ripartiti anche fra gli stranieri. Staremo a vedere». (l.c.)
tratto da Tribuna di Treviso del 17 ottobre 2009.