Valter Soldera aveva detto a una cliente: «Il pacco non arriva? Colpa dei tagli al personale»
Azienda condannata dal giudice: persecutoria, si è accanita su di lui

fonte: Tribuna di Treviso del 08/10/2009.
A una cliente che lamentava la mancata consegna di un pacco, aveva risposto che il disguido era dovuto alla politica di riduzione del personale attuato dall’azienda. Per questo episodio, Poste Italiane lo aveva sospeso dal lavoro e dallo stipendio per sette giorni.
Ma lui, l’impiegato-sindacalista sempre in prima fila nelle battaglie per i lavoratori, aveva impugnato il provvedimento. Il giudice del lavoro, a distanza di quattro anni, gli ha dato ragione, annullando la sanzione disciplinare e condannando Poste italiane a rifondere le spese del giudizio.
Protagonista della vicenda è Valter Soldera, 52 anni, da diciannove impiegato alle Poste. Nel 2005 è stato vittima di un provvedimento disciplinare per aver «gravemente leso l’immagine dell’Azienda per aver riferito telefonicamente ad una cliente, lamentatasi del mancato recapito di un pacco atteso da giorni, che il disguido in parola era imputabile alla politica di riduzione del personale attuata dalla Società».
Questa l’accusa di Poste Italiane spa, che aveva avviato un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente sospendendolo dallo stipendio e dal lavoro per sette giorni. Il magistrato Marco Rinaldi, nell’udienza del 25 settembre scorso, ha pronunciato sentenza rigettando la richiesta di Poste Italiane di veder confermato il proprio provvedimento ed annullando lo stesso.
Molto eloquente la motivazione della sentenza, che fa riferimento alla deposizione prestata dalla cliente cui il Soldera avrebbe risposto e alle pressioni da questa ricevute affinché accusasse il dipendente. «La deposizione è in sè eloquente e non necessita di particolare glosse - scrive il giudice -: ci basti rimarcare come dalla testimonianza dell’utente traspaia un forte senso di conflittualità o accanimento da parte di Poste nei confronti del Soldera, si da far apparire la sanzione irrogata un mero espediente, strumentale ad un futuro allontanamento del lavoratore».
«La sentenza parla da sola - commenta Valter Soldera -: piuttosto di affrontare le vere questioni l’Azienda non trova di meglio che attaccare chi questa scelta non la condivide ma anzi la combatte. In Italia si parla di 15 mila esuberi. A Treviso città si parla di taglio di altre sette zone di recapito, con un aumento continuo del ricorso a precari per sopperire alla mancanza di personale».
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