E’ da tempo che l’ADL-Cobas ha aperto una battaglia per farla finita con il sistema delle cooperative!
Comunicato ADL Cobas
Si scopre leggendo l’articolo di Cristina Gianesin che una cooperativa che operava nel settore del facchinaggio e della logistica che era arrivata ad avere fino a 300 soci lavoratori, è stata usata dai legali rappresentanti per mettere in atto una truffa colossale ai danni dell’INPS, del fisco e non si sa quanti soldi ha rapinato ai lavoratori,andando ad investire milioni di Euro nel business dei cavalli.
Certo, ciò che la Guardia di Finanza ha scoperto è sicuramente un caso limite, ma fino ad un certo punto. Qui, l’associazione a delinquere è un qualcosa di macroscopico, ma possiamo tranquillamente dire che è il meccanismo stesso dell’uso che viene fatto delle cooperative all’interno dei colossi e anche delle piccole aziende della logistica, che consente facilmente di costruire un sistema permanente di rapina nei confronti dei lavoratori, del fisco e dell’INPS.
Il meccanismo è molto semplice. Il committente appalta ad un consorzio o ad una cooperativa la gestione di un magazzino. La cooperativa assume un certo numero di lavoratori e in certi casi li paga secondo contratto - che è comunque penalizzante per i lavoratori rispetto a contratti di lavoro che non riguardano soci lavoratori - in molti altri stabilisce delle paghe conglobate (comprensive di ferie, tfr, festività, 13° e 14°) che non rispecchiano neppure le tabelle contrattuali. Tanto per capire, anche dove si rispetta il contratto, l’orario di lavoro viene stabilito giorno per giorno e vi sono mesi in cui un socio lavoratore può percepire 1500 € e altri, in cui ne percepisce 500 o anche meno, senza che vi sia alcun ammortizzatore che copre i periodi nei quali c’è poco lavoro, non c’è integrazione per la malattia e gli istituti contrattuali sono, solo attualmente, pagati all’80%.
Inoltre per i soci lavoratori vigono i regolamenti interni che stabiliscono un rapporto tutto particolare, all’interno del quale il socio lavoratore è costretto a rendersi disponibile ad una forma di flessibilità assoluta.
Ma i problemi maggiori e le opportunità di mettere in atto operazioni truffaldine di tipo illegale e legale sono legati al meccanismo del cambio di appalto. Non esiste infatti quasi nessun magazzino, da TNT a Bartolini, alla Diesel, alla DHL, a Ceva, ai Magazzini Generali, dove una cooperativa stia lavorando con una continuità di almeno cinque anni. Infatti succede che le cooperative vengono cambiate in continuazione e vengono messe in liquidazione per poter lucrare sui contributi, sul fisco e sugli stessi lavoratori, i quali, con il cambio di appalto, spesso perdono il TFR, le ferie, gli scatti di anzianità e devono ricominciare tutto d’accapo. Ma vi sono anche operazioni molto più sofisticate che si presentano in una veste del tutto legale, ma che che sono, in realtà delle “truffe” legali nei confronti dell’INPS. Pensiamo solo ad alcune operazioni messe in atto, ad esempio in Bartolini a Padova e Treviso, dove, grazie ad un accordo sindacale siglato con la FILT-CGIL e con la piena condivisione di Bartolini, a partire sempre dagli stessi soggetti, vi è stato un cambio di appalto che ha portato, in pochi giorni, al licenziamento di 280 soci lavoratori, alla immediata iscrizione alle liste di mobilità e alla riassunzione sotto un nuovo consorzio ed una nuova cooperativa, facenti capo comunque sempre alla stessa matrice.
Questa operazione consentita legalmente comporta un risparmio in termini di contributi da versare all’INPS che può variare tra i 250 e i 300 € al mese per ogni lavoratore. Oltre ai disagi e problemi creati ai lavoratori per un licenziamento, una nuova assunzione e tutto quello che ciò comporta per le spettanze dovute.
Quindi, come si vede, è la realtà delle cooperative che produce meccanismi che danneggiano sempre i lavoratori, il fisco e l’INPS.
E’ da tempo che l’ADL-Cobas ha aperto una battaglia per farla finita con il sistema delle cooperative, perchè nasconde una infinità di meccanismi, di per sé truffaldini, e producono una forma di precarietà assoluta nel rapporto di lavoro.
Per adl-cobas Gianni Boetto
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