
Apprendiamo dagli organi di stampa che per la manifestazione del 16 maggio sono partite 24 denunce nei confronti dei partecipanti a quell’iniziativa, con accuse pesantissime per manifestazione non autorizzata, resistenza, violenza e lesioni. Inoltre il Questore continua a ripetere le sue minacce contro i migranti di ritirare loro il permesso di soggiorno, cercando di cancellare il loro sacrosanto diritto di manifestare ed esprimere il proprio pensiero.
Un carico di accuse completamente montate ad arte poiché quella manifestazione era stata regolarmente notificata e la violenza è stata unilaterale da parte della celere che ha mandato un manifestante in ospedale, picchiando anche poliziotti in borghese. Il tutto su mandato della CGIL trevigiana che non voleva avere in piazza il sindacato di base ed i migranti autoorganizzati.
Più che dei provvedimenti basati su quanto è realmente accaduto, ci sembra in atto una vera e propria intimidazione, in linea con gli arresti degli studenti dell’Onda studentesca, in linea con le leggi razziali contro i migranti, in linea con una gestione autoritaria della crisi e delle emergenze sociali che sta provocando. Insomma, il messaggio è: chi protesta viene bastonato, denunciato, arrestato, deportato....
Ma è questa la democrazia? Vogliono gestire la crisi a suon di botte e di repressione??
E cosa ne dicono quelle organizzazioni sindacali e le associazioni di migranti?? Pensano che sia l’ora di rivendicare i propri diritti oppure ancora una volta cercheranno di calmare e far star buono chi è senza reddito, senza lavoro, senza casa???
Noi ribadiamo che abbiamo manifestato di fronte alle deportazioni ed alle leggi razziali, per chiedere libertà e reddito contro la crisi; e poiché amiamo la giustizia e la verità diciamo che quel giorno avevamo il diritto di manifestare, siamo venuti in pace e siamo stati brutalmente aggrediti.
Amiamo camminare a testa alta e perciò rivendichiamo il diritto a protestare, a non doverci andare a nascondere, il diritto a resistere alle ingiustizie;
Vogliamo vivere senza paura e non possiamo accettare le assurde e violente minacce del Questore; perché se il Questore revoca il permesso a chi manifesta oppure a dei ragazzini rei di “aver risposto male” ai poliziotti, che cosa si dovrà fare con tutti quei funzionari che insultano, minacciano, mancano di rispetto quotidianamente all’Ufficio Stranieri o in giro per la città?
Vogliamo obbedire alla nostra intelligenza ed al nostro cuore e non finire agli ordini di qualche funzionario, sindacale o di polizia; non vogliamo finire a chiedere scusa a chi ci maltratta.
Questo vogliamo dire a tutti, perché amiamo questa terra, e vogliamo farne una terra solidale, di diritti, in cui ci sia dignità per tutti.
Per questo proponiamo a tutte le realtà che non accettano questo clima autoritario di costruire insieme una grande mobilitazione a Treviso, per il mese di settembre, per la dignità e la democrazia.
Venerdì 17 luglio 2009 alle ore 12.00 Conferenza Stampa
presso la Sede dell’ADL di Treviso, vicolo Marco Polo 6, Treviso
ADL TREVISO
Tel. e fax 0422 403535