
Proprio solo “ieri” commentavamo l’ultimo accordo sottoscritto dalla “banda dei sette” che - in continuità temporale e ideologica con quello del 2006 - riapriva l’offerta ai nostri precari “di restituire i soldi delle sentenze di reintegro in cambio del posto di lavoro, ecc ... ecc ...”.
Oggi arriva la proposta di legge governativa, già in fase molto avanzata di approvazione, secondo cui ai precari, le cui vertenze giudiziarie sono tuttora in corso (per es. Cassazione), viene riconosciuto un indennizzo da 2,5 a 6 mensilità, ma non il reintegro.
Cioè: ... a casa con una “carotina” di consolazione.
Si sono alzate “alte grida” contro questo obbrobrio, morale, politico, giuridico.
Da parte di “tutti”, tanto che nessuno ne vuole la paternità ...
Noi diciamo la nostra, per evitare confusione e non stare passivamente nel coro.
Brevemente.
La storia dei precari alle Poste ci appartiene: la lotta giudiziaria contro l’apposizione del termine parte da noi e dal 1994 dura a tutt’oggi.
L’esito di questa lotta è conosciuta da tutti (vedi per esempio Corte Costituzionale del 1997); oggi anche dalla Corte dei Conti, giudice amministrativo-contabile dello Stato che ha bacchettato Poste Italiane s.p.a. per gli sprechi enormi di danaro pubblico nelle vicende.
Intervengono poi i sindacati concertativi che inventano quel famoso accordo e ottengono con il ricatto (non v’è termine più appropriato) di tamponare la situazione.
Accordo - come detto - riaperto ora sino al 2012!
Che il governo Berlusconi promulghi leggi del genere (non è l’unica ...) non ci stupisce: mantiene le sue premesse e promesse.
Che le OO.SS. concertative si dichiarino contrarie (anche perché svuoterebbe i loro accordi) ci “stupisce” perché, dopo aver posto la questione dei precari postali su un piano inclinato, questo “masso” non può che scivolare sino in fondo.
Tocca ancora a noi reagire e rispondere, se i lavoratori, uniti, intendono rialzare la testa ... nella consapevolezza storica che “cedere un poco, significa cedere tutto”.
Dopo le “ferie estive”, stagione in cui i poteri forti fanno passare le peggiori iniziative (vedi CCNL dell’11 luglio 2007!), la lotta dovrà trovare i lavoratori (precari e non) pronti a scendere in piazza.
Una, cento, mille volte ...
A presto, quindi.
Milano, 30 luglio 2008
p. Ufficio Sindacale
Laura La Placa