
Giornata di passione per Mauro Michielon, consigliere d’amministrazione delle Poste in quota Lega, che tra conferme e smentite viene indicato da più parti come il vero ideatore dell’emendamento «anti-precari» che tanto ha irritato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. «Mi sembra evidente che questa richiesta sia stata fatta da qualcuno delle Poste», afferma l’onorevole del Pdl Fabio Gava.
Ma cosa prevede l’emendamento al centro delle polemiche tra governo, opposizione e sindacato? In caso di contratto a termine irregolare le aziende non sono più obbligate ad assumere il lavoratore, ma se la cavano con un semplice indennizzo. E per quanto riguarda le Poste sarebbero ben 27.000, di cui 500 solo a Treviso, le cause pendenti dei precari in attesa di assunzione. Secondo il Riformista l’amministratore delegato di Poste, Massimo Sarmi, ha chiesto al consigliere in quota Carroccio di fare pressioni sui suoi colleghi della maggioranza per far passare l’emendamento ad hoc quando ancora la Finanziaria è in discussione.
Il diretto interessato si trincera dietro un secco no-comment. «Io non parlo - ha detto l’assessore ai Servizi sociali di Ca’ Sugana e parlamentare per tre legislature - rivolgetevi all’ufficio stampa». Tutti hanno sottolineato l’irritazione del ministro Sacconi che ha vissuto l’emendamento notturno del Carroccio come un vero e proprio blitz, ratificato poi dal super ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Smentisce il leghista Maurizio Fugatti, primo firmatario dell’emendamento «anti-precari»: «Nelle ultime settimane - afferma - non ho visto Michielon in Commissione. Se mi chiedono chi sia, posso dire che è uno dei nostri e che ha un posto nel consiglio d’amministrazione di Poste». Più sfumata invece la posizione di Massimo Bitonci, sindaco leghista di Cittadella e anche lui membro della commissione Bilancio della Camera: «Non credo sia giusto che per un errore nel contratto - spiega - una persona abbia diritto al posto fisso. L’emendamento approvato l’altra sera va a sanare una grave situazione alle Poste. Michielon? Forse ha spiegato a qualcuno la situazione dell’azienda».
Duro invece il commento di Simonetta Rubinato del Partito democratico, e membro della commissione Bilancio della Camera: «E’ la migliore dimostrazione di come vanno le cose con questa maggioranza. Decidono le cose tra di loro, su indicazione anche di membri non eletti, ed espropriano il Parlamento della sua funzione». Diversa l’analisi fatta di Fabio Gava del Pdl: «Mi pare evidente che una richiesta di questo tipo non può che essere arrivata da Poste stessa. Ma mi sembra poco credibile che nel governo ci sia qualcuno che cade dalle nuvole. Immagino che una norma del genere di stata discussa in Consiglio dei ministri».
(Giorgio Barbieri)