I Cobas: daremo battaglia a tutto campo contro il governo
Rassegna stampa: fonte Tribuna Treviso del 29.07.2008

Circa cinquecento precari trevigiani delle Poste «congelati» da quella sorta di sanatoria che toglie l’obbligo di assunzione in caso di violazione delle proroghe dei contratti a termine.
E’ il quadro del “caos-precari” nella Marca dopo l’emendamento che prevede, al posto del reintegro del lavoratore, un semplice indennizzo economica. «In tutta Italia i casi dei lavoratori delle Poste che dovrebbero essere assunti sono quasi trentamila - dice Valter Soldera, sindacalista dei Cobas - in provincia di Treviso stimiamo che siano oltre cinquecento».
Sul provvedimento che cancella l’obbligo di assunzione, i Cobas hanno intenzione di andare avanti con la lotta. «Giovedì faremo una riunione - dice Soldera - e ci coordineremo con Milano, dove la nostra presenza come sindacato è massiccia. Di certo non la passeranno liscia».
Motivo in più per sostenere l’assunzione dei precari, secondo Soldera, è il fatto che «le Poste sono in cronica carenza di personale».
A livello nazionale si è scatenata una bufera politica dopo che domenica è stata diffusa la notizia che nella manovra economica è stata inserita una norma che cancella la possibilità per il precario, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto, di essere riassunto a tempo indeterminato.
Il ministro Maurizio Sacconi ha precisato che non è stato il governo a inserire la norma: «Si tratta di un emendamento nato in ambito parlamentare. Non è del governo», hanno ribadito fonti del ministero a proposito della norma anti-precari. La norma comunque riguarda «solo il contenzioso in corso e mai il futuro e solo le irregolarità» ed è relativa «quasi esclusivamente alle Poste».
Poste che, secondo i Cobas, hanno da tempo adottato un escamotage per mettersi al riparo da futuri problemi estremamente simili: «Ora assumono una volta sola, e non rinnovano mai i contratti a termine», dice Soldera.
(f.p.)
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