E‚ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2008 il Decreto Legge n. 112 collegato alla manovra finanziaria per il 2009 approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno scorso. Il decreto si presenta come una vera e propria Finanziaria, formata da 84 articoli e due allegati.
Dal fallimento della scuola-azienda al massacro della scuola pubblica: il governo vuole distruggere 150 mila posti di lavoro
Comunicato
E‚ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2008 il Decreto Legge n. 112 collegato alla manovra finanziaria per il 2009 approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno scorso. Il decreto si presenta come una vera e propria Finanziaria, formata da 84 articoli e due allegati.
L’intento generale in materia di Pubblico Impiego è coerente con la campagna propagandistica delle scorse settimane: irrigidimenti normativi e attacchi al sindacato, in nome della guerra ai "fannulloni", insieme ai tagli indiscriminati al settore pubblico per finanziare la manovra sull‚ICI e sugli straordinari. Se queste manovre avranno seguito, le conseguenze sull‚offerta pubblica, in particolare su Scuola e Università, saranno pesantissime e determineranno degrado della qualità e delle prestazioni.
Il governo Berlusconi, i ministri Tremonti e Gelmini, la presidente della Commissione Cultura Valentina Aprea sembrano intenzionati a raccogliere tutto il peggio delle politiche scolastiche degli ultimi quindici anni per sferrare l‚attacco definitivo alla scuola pubblica.
Nonostante le convergenti „riforme" e catastrofiche iniziative dei/delle ministri/e, succedutisi a Viale Trastevere (Berlinguer, Moratti, Fioroni) nel filone della scuola-azienda, abbiano sconvolto, immiserito e ridicolizzato la scuola pubblica, i nuovi responsabili governativi dell‚Istruzione hanno rilanciato nelle settimane scorse il peggior repertorio della privatizzazione e mercificazione della scuola: vorrebbero istituti messi in mano alle aziende con Consigli di amministrazione „manageriali‰ gestiti da privati, capi di istituto abilitati ad assumere e licenziare a piacere il personale, competizione spinta tra i docenti con differenziazioni e gerarchizzazioni arbitrarie, organi collegiali cancellati, classificazione delle scuole secondo presunti criteri „di qualità’ e così via.
Ma ora il governo e Tremonti chiariscono che questa fallimentare scuola-azienda sarà comunque una scuola della miseria: proseguendo nella folle strategia di sottrazione di risorse alla scuola pubblica ma proponendo un salto di qualità senza precedenti in tale processo distruttivo, il governo intende tagliare 100 mila posti di insegnamento nei prossimi tre anni e 43 mila posti tra gli Ata. Il tutto cancellando il tempo pieno, ripristinando il maestro unico alle elementari, riducendo materie e orari alle medie inferiori e superiori. Insomma, una dichiarazione di guerra globale alla scuola pubblica, a cui la categoria dovrà rispondere con iniziative all‚altezza dell‚attacco: ci auguriamo, dunque, che nel grande sciopero generale che i COBAS, insieme alle altre organizzazioni del sindacalismo di base (Cub, SdL), stanno preparando per l‚inizio dell‚autunno, docenti ed Ata siano in massa in prima fila.
PD, 4.07.08
Cobas Scuola Padova